Climatizzatori: chi possiede un modello vecchio dovrà sostituirlo
Nel 2025 entrerà in vigore il regolamento Europeo 517/2014 secondo cui le aziende produttrici di impianti di climatizzazione, gli installatori e gli acquirenti dovranno utilizzare esclusivamente refrigeranti con GWP (global warming potential) inferiore a 750.

È un’estate da record quella in corso, che ha fatto registrare un caldo senza precedenti. Il 6 luglio scorso il termometro ha segnato la temperatura media globale più alta di sempre, toccando i 17,08 gradi centigradi, con conseguenze disastrose sull’ambiente e sull’economia a causa degli incendi divampati anche nel nostro Paese e degli eventi meteo estremi.
A soccorrerci nelle case ci sono i condizionatori, divenuti ormai alleati indispensabili per svolgere ogni attività nel quotidiano durante la calura estiva. Tuttavia dal 2025 si dovrà fare attenzione al tipo di macchina che si ha in casa, perché entrerà in vigore una direttiva europea che riguarda il gas refrigerante usato all’interno dei condizionatori.
Cosa prevede la Direttiva Europea sul gas refrigerante
Secondo il regolamento Europeo 517/2014, la cui entrata in vigore è fissata per il 2025, le aziende produttrici di impianti di climatizzazione, ma anche gli installatori e gli acquirenti, dovranno utilizzare esclusivamente refrigeranti con GWP di valore inferiore a 750.
A indurre la Comunità europea a definire gli aggiornamenti per la produzione di impianti di climatizzazione è proprio il livello di GWP (global warming potential) o potenziale di riscaldamento globale, che esprime il contributo di un gas all’effetto serra rispetto alla quantità di CO2 immessa nell’aria: più alto è il valore di GWP, più il gas utilizzato per il funzionamento della macchina riscalda la Terra rispetto alla quantità di anidride carbonica prodotta.
Cosa stabilisce la norma europea?
I gas refrigeranti in commercio sono diversi, e sono differenti anche i gas che alimentano i condizionatori. La maggior parte dei vecchi modelli contiene un gas nominato R410A, dannoso per l’ambiente perché contenente cloro e con un indice GWP di 2088, dunque fuori dagli standard dell’Unione Europea.
Un impianto di climatizzazione moderno contiene invece un altro tipo di gas, l’R32, con un indice GWP di 675 e un impatto migliore sull’ambiente, garantendo una maggiore efficienza energetica rispetto a tipologie di gas più vecchie.
Non è possibile caricare il gas refrigerante R32 su una macchina che funziona con un gas differente, e in generale il gas non va sostituto, perché non si consuma. Un impianto di climatizzazione di buona qualità può durare fino ai 20 anni.
Cosa fare se si possiede un vecchio climatizzatore?
Se si possiede in casa un climatizzatore molto vecchio non sarà dunque possibile sostituire il gas refrigerante, ma si dovrà acquistare un nuovo condizionatore. Non sarà di fatto necessario sostituire l’impianto, le tubazioni e i collegamenti, ma sarà sufficiente sostituire lo split. Se invece si acquista un nuovo condizionatore, sarà bene scegliere un modello recente che garantisce un funzionamento con gas refrigerante R32 e un livello di impatto sull’ambiente decisamente inferiore rispetto a un vecchio impianto.
Gli effetti di un impianto nuovo in bolletta
Usare un impianto di climatizzazione datato non fa male solo all’ambiente, ma anche al portafoglio. Facendo un calcolo approssimativo sul consumo, si può dire che un condizionatore di alta classe energetica (supponiamo la A) usato correttamente potrebbe consumare circa 2 euro al giorno.
Con un condizionatore di classe energetica bassa, i costi per lo stesso numero di ore al giorno (8) potrebbero ammontare a 8 euro. Se si valuta il costo mensile, si spenderà 60 euro con un condizionatore in classe energetica A e 240 euro con uno di classe energetica molto inferiore.
Attenzione al tipo di impianto utilizzato e, inevitabilmente, alla tariffa energetica: per essere sicuri di trovare la più bassa basta confrontare le migliori offerte luce sul mercato con Segugio.it, che quotidianamente cerca le occasioni più economiche dei principali gestori energetici.
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