Caro bollette, il Governo pensa alle fasce deboli
L'aumento dei prezzi delle materie prime ha causato un incremento del 45 per cento delle bollette della luce e del 30 del cento delle bollette del gas. Rincari poi scesi rispettivamente a +29,8 per cento e a +14,4 per cento grazie alle misure varate dal Governo. In arrivo altre azioni mitigative.

Sono stati stanziati 1,2 miliardi di euro a giugno e più di 3 miliardi a settembre per far fronte ai rincari delle bollette e sostenere in particolare le famiglie più vulnerabili. Nel corso dell’evento "Lavoro ed Energia per una transizione sostenibile", tenutosi a Roma presso l’Auditorium Antonianum, il presidente del Consiglio Mario Draghi ha anche annunciato nuovi interventi con particolare attenzione alle fasce più deboli.
Dal Governo è partita, infatti, una richiesta alla Commissione Europea affinché vengano studiate soluzioni di medio periodo, ad esempio sul tema dello stoccaggio, per limitare le fluttuazioni di prezzo e i rischi per imprese e cittadini. Nei giorni scorsi dalla Lega è arrivata, inoltre, una proposta che prevede il recupero delle risorse dalla riforma del Reddito di Cittadinanza: il Carroccio ha chiesto di mantenere il sussidio solo per alcune categorie ben precisaste in modo da far fronte al caro bollette di luce e gas.
Da dove deriva l'aumento delle bollette?
È l’aumento dei prezzi delle materie prime, ormai verso i massimi storici, ad aver portato a un incremento del 45% delle bollette dell’elettricità e del 30% di quelle del gas, poi scese rispettivamente a +29,8% e a +14,4% con le misure varate dall’Esecutivo per questo trimestre.
Con il decreto di urgenza del Governo, che ha permesso di attutire i colpi su 29 milioni di famiglie e 6 milioni di microimprese, gli incrementi tariffari sono stati del tutto azzerati per più di 3 milioni di nuclei familiari aventi diritto ai bonus di sconto per l'elettricità e per 2,5 milioni che beneficiano del bonus gas.
Cosa aspettarsi per il 2022
Nonostante queste misure, però, la preoccupazione sale in vista dell’arrivo del nuovo anno. Per Assoutenti si corre il rischio di una vera e propria stangata sulle bollette energetiche degli italiani. Il record storico assoluto è stato tagliato nel mese di ottobre con 300 euro/megawattora. Il sodalizio teme forti ripercussioni sulle tasche delle famiglie, che si ritroveranno presto a fare i conti con questi maxi aumenti.
Per Assoutenti le misure e i fondi stanziati dal Governo per contrastare il caro-energia non sono, infatti, ancora sufficienti, in quanto i nuovi rialzi delle tariffe luce e gas renderanno insostenibile nel 2022 la spesa per l’energia per milioni di famiglie. Da qui l’appello indirizzato al premier Draghi affinché l’Esecutivo intervenga quanto prima per contrastare le speculazioni sui mercati dell’energia, ridurre la tassazione che vige sulle bollette e impedire una nuova stangata a danno degli italiani.
Sulla stessa lunghezza d’onda viaggia anche Confcommercio, secondo cui va subito avviata una revisione delle modalità di calcolo della bolletta energetica. L’associazione chiede che vengano adottate misure regolatorie che assicurino mercati concorrenziali, prezzi accessibili, sostenibilità ambientale e sociale degli investimenti e sicurezza dell'approvvigionamento. L’ambizione di Confocommercio è avviare un modello di transizione energetica che consenta di coniugare innovazione tecnologica, rispetto dell'ambiente e benefici occupazionali ed economici per cittadini ed imprese.
Stime di spesa per il 2021
Rispetto al 2020, l’Arera ha stimato per quest’anno un aumento di circa 145 euro per l’elettricità. La spesa annuale di una famiglia tipo è di circa 631 euro con una variazione del 30% rispetto allo scorso anno. Non va meglio sicuramente per il gas, dove la spesa annuale della famiglia tipo per la bolletta nel 2021 sarà in totale di circa 1.130 euro con un aumento del 15% rispetto allo scorso anno. L’aumento è di circa 155 euro su base annua.
Oggi rispetto al 2019 e in particolare alla fase precedente alla pandemia, la spesa annua di elettricità è aumentata del 13%, mentre per il gas si è tornati ai livelli del 2019. Per famiglia tipo si intende il nucleo familiare che ha consumi medi di energia elettrica di 2.700 kWh all'anno e una potenza impegnata di 3 kW; per il gas i consumi sono di 1.400 metri cubi annui.
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