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Cambiare tariffa per frenare gli aumenti: meglio prezzo fisso o indicizzato?

La convenienza del prezzo bloccato o indicizzato non è assoluta, ma dipende da tante variabili: le abitudini di consumo, la tipologia di fornitura, la congiuntura del mercato. Bisogna poi valutare gli altri costi che concorrono al prezzo finale della tariffa, ma anche i bonus e le promozioni.

Pubblicato il 24/10/2022
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Come valutare le tariffe a prezzo bloccato o indicizzato

Mentre in Europa la Commissione Ue continua a frenare sul tetto al prezzo del gas, gli aumenti energetici sono ormai incontrollabili e rischiano di trasformarsi in un vero e proprio caso sociale.

Dopo un primo periodo in cui ad aumentare sono state le tariffe del servizio di maggior tutela, gli utenti hanno fatto presto i conti anche con gli aumenti del mercato libero, fatta eccezione per chi aveva una tariffa a prezzo bloccato, che ha potuto usufruire del prezzo pattuito per contratto.

A settembre scorso i dati di Arera davano il 59,7% delle famiglie al mercato libero dell’energia e forti differenze territoriali, con l’Umbria in testa alle Regioni che hanno effettuato il passaggio (69,9%) e maggiore resistenza nelle Regioni meridionali (in Sardegna solo il 48% avrebbe un contratto con il libero mercato).

A niente è valso alla fine il tentativo di molti operatori di girare sui consumatori i rincari, intervenendo sul prezzo fisso pattuito in seguito degli eventi che hanno procurato aumenti straordinari del costo dell’energia. Lo scorso 9 agosto, il decreto legge n.115 2022 contenente misure urgenti in materia di energia, emergenza idrica, politiche sociali e industriali pubblicato in Gazzetta Ufficiale ha stabilito la sospensione fino al 31 ottobre 2022 dell’efficacia di “ogni eventuale clausola contrattuale che consente all’impresa fornitrice di energia elettrica e gas naturale di modificare unilateralmente le condizioni generali di contratto relative alla definizione del prezzo nei rapporti con i clienti domestici”.

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La differenza tra prezzo bloccato e indicizzato

Il prezzo dell'energia elettrica si misura in euro per ogni kilowattora: se questo costo viene “congelato” e mantenuto sempre fisso per tutta la durata del contratto, si parlerà di tariffa a prezzo bloccato.

Il prezzo bloccato non risente degli aumenti del prezzo dell’energia all’ingrosso lungo il periodo della promozione e ha come scopo proprio la protezione contro gli aumenti, per un periodo che generalmente oscilla dai 12 ai 36 mesi.

Tuttavia, il prezzo bloccato potrebbe nel medio periodo rivelarsi un boomerang: nel caso di un’inversione di tendenza dell’andamento dei prezzi, non consentirebbe di approfittare dei ribassi.

C’è anche da dire che il libero mercato è molto flessibile e si può in ogni momento cambiare fornitore, senza alcun tipo di conseguenza in termini di costi o disagi all’impianto elettrico.

Una tariffa a prezzo indicizzato non Arera prevede un costo a kWh dell’energia che è quello di vendita all’ingrosso, talvolta maggiorato di una quota che varia a seconda dell’andamento del mercato. È la formula che stanno adottando sempre più operatori in seguito ai forti rincari che hanno reso il prezzo bloccato antieconomico.

La convenienza dell’una o dell’altra formula, prezzo bloccato o indicizzato, non è assoluta, ma, come sempre accade per le tariffe, dipende da tante variabili: le abitudini di consumo, la tipologia di fornitura, la congiuntura del mercato. Specialmente in questo periodo, le compagnie energetiche fanno pagare la “sicurezza” della tariffa a prezzo bloccato, tanto che allo stato attuale le tariffe a prezzo fisso sono rare e spesso più care di quelle a prezzo indicizzato: chi le sceglie, paga la certezza di non subire ulteriori aumenti per il futuro.

Come indovinare la tariffa giusta

Come fare allora per stabilire quale sia la migliore offerta per la propria utenza? Gli aspetti da valutare sempre sono sicuramente il costo unitario dell'energia, che intanto rimane l’indicatore più importante per stabilire la convenienza di una tariffa rispetto a un’altra.

Nell’economia di un’offerta è necessario anche valutare gli altri costi che concorrono al prezzo finale: gli oneri di sistema, le spese di trasporto, le imposte.

Ultima cosa da tenere in considerazione sono anche i bonus e le promozioni, che possono abbattere anche in maniera consistente i costi: un’offerta conveniente e ben formulata dovrebbe comprendere almeno un bonus di benvenuto sotto forma di sconto in bolletta o un gift per i nuovi clienti.

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A cura di: Paola Campanelli
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tariffe luce

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