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Bonus bollette dal datore: come ottenerlo

Le regole non sono del tutto chiare e così l'Agenzia delle Entrate ha emanato alcuni chiarimenti per favorire l'accesso al bonus bollette da parte dei dipendenti. Un'agevolazione, è bene ricordarlo, che i datori di lavoro sono liberi di concedere a propria discrezione.

Pubblicato il 10/11/2022
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Bonus bollette dal datore di lavoro: come funziona

L’Agenzia delle Entrate ha fornito una serie di chiarimenti relativamente al Bonus Bollette da 600 euro previsto dal decreto Aiuti bis. Si tratta del contributo, che può essere riconosciuto dalle aziende ai dipendenti, con esenzione da Irpef e Inps.

Come funziona

La facoltà se erogare o meno il bonus è demandata al datore di lavoro, che può inserirlo in busta paga in aggiunta allo stipendio e può scegliere di destinarlo anche a uno solo o alcuni dei suoi dipendenti. Una misura che rientra nella categoria del cosiddetto welfare aziendale. Il datore di lavoro si farebbe carico della somma, ma senza essere soggetto ad alcuna imposta extra.

Infatti, la norma ha stabilito che per il periodo d’imposta 2022 non concorrono a formare il reddito il valore dei beni ceduti e dei servizi prestati ai lavoratori dipendenti, nonché le somme erogate o rimborsate ai medesimi dai datori di lavoro per il pagamento delle utenze domestiche del servizio idrico integrato, dell’energia elettrica e del gas naturale entro il limite di 600 euro per l’intero anno che sta per terminare, sotto forma di rimborso di quanto speso.

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La certificazione

Le Entrate hanno inoltre precisato che i 600 euro sono un limite assoluto da non superare (a pena di perdere tutto il beneficio) e non una franchigia esente da imposizione: infatti, la disposizione derogatoria non riguarda anche la regola generale secondo la quale, una volta superato il limite, deve essere tassato l’intero importo dei benefit e non solo la parte eccedente.

Il contributo deve fare riferimento esclusivamente alle utenze domestiche degli immobili a uso abitativo. Vi rientrano le somme erogate fino al 12 gennaio prossimo, dato che spesso le buste paga ritardano di qualche giorno rispetto alla fine del mese.

A questo proposito è importante che il lavoratore abbia due accortezze: certifichi che per le stesse bollette non sono già stati ottenuti altri rimborsi, conservi tutta la documentazione per eventuali successivi controlli.

La giustificazione di spesa può essere rappresentata da fatture anche intestate al coniuge o ai familiari individuati dall’articolo 12 del Tuir. In ogni caso, l’agevolazione spetta a condizione che le relative spese siano effettivamente sostenute dai predetti soggetti.

Le differenze per i collaboratori

Anche collaboratori coordinati e continuativi, stagisti e titolari di borsa di studio possono ottenere i rimborsi delle utenze domestiche nel limite di 600 euro, mentre gli stessi soggetti non possono beneficiare dell’ulteriore limite di esenzione di 200 euro previsto per i buoni carburante.

Un’esclusione giudicata paradossale da molti analisti, dato che in questo modo proprio i soggetti più deboli, che operano ai margini del mercato del lavoro, ricevono un trattamento più penalizzante rispetto ad altri in tema di aiuti per il caro energia e carburante.

Tornando al rimborso delle utenze domestiche, l’Agenzia delle Entrate ha altresì precisato tutti gli ambiti applicativi: immobili a uso abitativo posseduti dal lavoratore, dal coniuge o dai suoi familiari, a prescindere che negli stessi abbiano o meno stabilito la residenza o il domicilio; utenze per uso domestico ripartite fra i condomini (per esempio riscaldamento) e quelle intestate al locatore ove nel contratto di locazione sia espressamente prevista una forma di addebito analitico a carico del lavoratore locatario.

Il caldo porta risparmio

Intanto, le temperature sopra la media di ottobre hanno consentito alle famiglie italiane di ottenere risparmi importanti. Secondo quanto rilevato da Snam, nei primi 23 giorni dello scorso mese vi è stato un risparmio in merito al consumo di gas nell’ordine di 572 milioni di metri cubi. Per gli usi civili la riduzione è stata nell’ordine del 41%, mentre per l’utenza industriale il calo è nell’ordine del 25%, pari a 3,1 miliardi di metri cubi di metano. Intanto, Terna ha rilevato dal 1° al 26 ottobre una riduzione dei consumi elettrici del 5,7% rispetto a un anno fa. Meno consumi, che significa risparmio di spese rispetto a quanto temuto, oltre che meno emissioni inquinanti nell’ambiente.

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A cura di: Luigi dell'Olio
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