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Bollette: servono 35 miliardi per aiutare famiglie e imprese

Il rincaro dell’energia e del gas mette sempre più in difficoltà imprese e famiglie. Il nuovo Governo dovrà subito risolvere questo problema trovando almeno 35 miliardi di euro entro il 2022. Cifra che, secondo la CGIA, potrebbe arrivare da scostamento di bilancio o da tassa degli extraprofitti.

Pubblicato il 04/10/2022
un uomo di spalle con tante bollette sulla scrivania fa i conti con la calcolatrice
Impatto del caro-bollette su famiglie e imprese

I consumatori e l’economia italiani rischiano di andare presto in panne a causa del rincaro dell’energia e del gas, che riduce sensibilmente il potere di acquisto a causa del contestuale aumento esponenziale delle bollette.

Se non ci saranno interventi calmieratori e di aiuto, con risorse più che adeguate, entro fine anno il 30% delle famiglie e Pmi potrebbe non essere più in grado di pagare la luce e il gas. Gli esperti, infatti, stimano che potrebbe esserci un boom degli insoluti. Lo prevede la CGIA, secondo cui ammonta ad almeno 35 miliardi di euro l’eredità che il nuovo Governo si troverà a dover stanziare – entro quest’anno - per fronteggiare il caro-bollette che sta mettendo in ginocchio molte attività e famiglie in un contesto sempre più complicato.

Finora stanziati aiuti per 58,8 miliardi

Gli analisti spiegano come sono pervenuti a questa cifra. Ai rincari energetici di quest’anno, che ammontano a 127,4 miliardi (rispetto al 2021), vanno sottratti i 58,8 miliardi di sostegni erogati dal Governo Draghi per contrastare il caro bollette. Da rilevare che quest’ultimo dato include anche i circa 14 miliardi che il Governo ha approvato a metà settembre.

Dunque, rispetto al 2021, le famiglie e le imprese, al netto degli aiuti stanziati, dovranno farsi carico di un aumento del costo dell’elettricità e del gas che sfiora 70 miliardi. Diventa quindi urgente per il nuovo Esecutivo recuperare, entro fine anno, almeno metà di questo importo per sostenere chi non ha i soldi per pagare le bollette, altrimenti il rischio che il Paese ‘collassi’ è molto probabile.

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Gli insoluti a 26 milioni già a febbraio

Si tratta di uno sforzo economico, commettano gli esperti CGIA, da far tremare le vene ai polsi, visto che entro dicembre, a meno che non si arrivi all’esercizio provvisorio, il nuovo Parlamento dovrà approvare anche la Legge di Bilancio 2023 per diverse decine di miliardi di euro. E il panorama che si sta delineando non è dei più incoraggianti. Già lo scorso febbraio, secondo un’indagine di Arte, il 15,4% delle Pmi e degli utenti domestici (molti dei quali lavoratori autonomi e partite Iva) non era riuscito a onorare il pagamento delle bollette. Gli insoluti ammontavano a 26 milioni, cifra che, nel frattempo, è sicuramente aumentata. Sette mesi fa l’ammontare dei debiti si aggirava in media sui 7-800 euro al mese per le famiglie e di circa 5 mila euro per Pmi e partite Iva.

La crisi energetica paragonabile alla pandemia

Le famiglie italiane a rischio povertà energetica sono circa 4 milioni, dato in base al quale oggi nel Paese si trovano in questa condizione di difficoltà oltre 9 milioni di persone. Secondo molti esperti, gli effetti economici del caro bollette che nel 2022 si sono abbattuti su famiglie e imprese sono paragonabili a quelli provocati negli ultimi 2 anni dalla pandemia. E qui però la CGIA di Mestre ricorda come, tra il 2020 e il 2021 i Governi che si sono succeduti hanno erogato aiuti per 180 miliardi e, grazie a ristori, contributi a fondo perduto e crediti di imposta, il Paese è rimasto in piedi. Il rapporto debito pubblico/Pil era sì balzato al 155%, ma la crisi sociale è rimasta sotto controllo e l’Italia, con una intensità superiore a molti altri Paesi, si è risollevata.

Aiuti da scostamento di bilancio o da tassa degli extraprofitti

Le alternative sembrano solo due: lo scostamento di bilancio (Bce e Bruxelles permettendo) o una tassa al 75% degli extraprofitti delle imprese energetiche. Due strade ardue. Una soluzione il Governo dovrà comunque trovarla, altrimenti per moltissimi fornitori i mancati pagamenti/morosità degli utenti, in particolar modo delle bollette di novembre e dicembre che sono tra le più care dell’anno, subiranno un’impennata mai vista. Il mercato punta sull’adozione del tetto al prezzo del gas e sul disaccoppiamento di quest’ultimo da quello dell’energia elettrica prodotta con le rinnovabili. Nel frattempo, secondo la CGIA, l’unica cosa da fare da parte del Governo è ristorare imprese e famiglie in crisi, compensando almeno la metà dell’aumento del costo per l’energia.

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A cura di: Fernando Mancini
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bollette

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