Bollette luce e gas: nuovo anno di prezzi alle stelle se non interviene lo Stato
Allarme da Nomisma Energia: calcoli alla mano, dal prossimo primo gennaio gli aumenti potrebbero essere del 50% per le bollette del gas e fino al 25% per le bollette della luce. Arera propone di rivedere la composizione della bolletta e nello specifico la parte degli oneri di sistema.

Non si arresta la previsione di rincari per luce e gas nell’ormai imminente 2022, una situazione a dir poco fuori controllo per le tariffe del libero mercato dell’energia.
L’allarme arriva da Nomisma Energia secondo la quale, calcoli alla mano, dal prossimo primo gennaio gli aumenti potrebbero essere del 50% per le bollette del gas e fino al 25% per le bollette della luce.
Secondo Davide Tabarelli, presidente di Nomisma Energia, nel trimestre ottobre-dicembre 2021, il prezzo del gas definito da Arera è 0,95 € al metro cubo, “ma dato l'andamento dei mercati internazionali, senza un intervento dello stato per calmierare, nel trimestre gennaio-marzo 2022 si arriverà a 1,40 euro".
Non andrà meglio per la bolletta elettrica dopo gli aumenti del 30% dell’ultimo trimestre dell’anno, quando Arera ci aveva abituato ad aggiustamenti di circa un punto percentuale a trimestre.
Di fronte a una situazione così critica, secondo Tabarelli, “i due o tre miliardi che saranno stanziati in manovra per calmierare le bollette sono poca cosa".
La posizione di Arera
Arera, l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente, svolge attività di regolazione e controllo e stabilisce i prezzi di luce e gas in base ai valori di mercato, per questo chiede allo Stato che si intervenga sugli aumenti. Lo fa attraverso la voce del suo presidente Stefano Besseghini, il quale propone di rivedere la composizione della bolletta e nello specifico la parte degli oneri di sistema, visto che per la componente energia e gas poco o nulla può essere fatto in questo momento. Secondo il presidente dell’Autority, gli oneri di sistema vedranno nel 2022 una spesa di circa 10 miliardi di euro per la sola voce Asos, la componente della spesa relativa al sostegno alle energie ricavate da fonti rinnovabili.
Secondo Arera occorre infatti alleggerire gli italiani dai costi non direttamente pertinenti i consumi e la spesa per l’energia, ad esempio quelli per il bonus sociale riconosciuto alle famiglie in difficoltà, che gravano sulle bollette di tutti i consumatori.
Stessa sorte sarebbe auspicabile avessero altre componenti di costo che ci ritroviamo ogni mese in bolletta: il costo delle agevolazioni per le imprese energivore (1,6 miliardi di euro che gravano anche sui clienti non energivori), il costo delle agevolazioni per la trazione ferroviaria su rete tradizionale, che ammonta a 400 milioni di euro, la componente di spesa Arim destinata a incentivazioni, agevolazioni, sostegni, bonus e integrazioni di vario tipo, stimabile in 135 milioni.
Come tirarsi fuori dagli aumenti
Cosa fare dunque prima che il nuovo anno la spesa per le bollette di luce e gas diventi insostenibile? La risposta è una sola, per chi si trovasse ancora nel regime di maggior tutela: cambiare fornitore.
Il passaggio ha una serie di vantaggi che cercheremo di riassumere qui in pochi punti:
- non comporta spese né penali;
- non implica interventi tecnici sul contatore, né interruzione del servizio;
- consente di scegliere la migliore tariffa;
- offre le tariffe a prezzo bloccato del libero mercato;
- offre servizi aggiuntivi, sconti e promozioni.
Ma qual è la migliore tariffa per ogni fornitura e ogni differente situazione di consumo? Su Segugio.it è possibile farsi un’idea di prezzi e servizi offerti accedendo alle migliori tariffe luce e alle migliori tariffe gas, aggiornate quotidianamente con un elenco delle occasioni più convenienti ricavate da una costante attività di comparazione.
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