Bollette luce e gas: dal prossimo anno cambio fornitore in 24 ore
Il 2026 segnerà una svolta nel cambio fornitore relativamente alle utenze domestiche. L’intera procedura, dall’invio della richiesta fino alla prima bolletta col nuovo operatore, richiederà circa tre settimane, contro i 30-60 giorni che caratterizano il modello attuale.

Dal 1° gennaio 2026 i consumatori potranno cambiare fornitore di luce e gas in modo molto più rapido rispetto a quanto accade ora. Un vantaggio rilevante per chi non si accontenta della prima offerta di mercato, ma – grazie anche ai comparatori – va alla ricerca della soluzione più conveniente per le proprie tasche. La parte tecnica dello switching — il passaggio tra operatori registrato nel Sistema Informativo Integrato gestito da Acquirente Unico — sarà completata entro 24 ore lavorative.
L’intera procedura, dall’invio della richiesta fino alla prima bolletta col nuovo operatore, richiederà circa tre settimane, contro i 30-60 giorni attuali. Una semplificazione che allinea l’Italia alle migliori pratiche europee e che, secondo le stime di Arera (l’autorità di regolamentazione del settore), potrà rendere il mercato più competitivo e trasparente.
Gas: la voltura diventa un tutt’uno col cambio fornitore
Non solo elettricità. Dal 1° luglio 2026 anche nel settore del gas sarà possibile unificare in un’unica operazione la voltura e il cambio di operatore. Oggi le due pratiche sono distinte, con conseguenti rallentamenti. Con la riforma basterà una sola richiesta al nuovo fornitore, accorciando sensibilmente i tempi di attivazione.
Per i consumatori, la novità principale sarà relativa alla rapidità della procedura: poter approfittare subito di un’offerta più conveniente, senza dover attendere mesi. Il vantaggio non sarà esclusivamente di tipo tecnico: in un periodo in cui le bollette hanno inciso pesantemente sui bilanci familiari, la possibilità di cogliere in tempi brevi una tariffa più bassa diventa cruciale.
Anche le piccole e medie imprese potranno beneficiare della maggiore fluidità, adattando le forniture ai picchi di attività e approfittando di condizioni commerciali più flessibili.
Cos’è il “turismo energetico” e quali sono le preoccupazioni in merito
La riforma non è priva di potenziali criticità. Arera e governo temono il fenomeno del cosiddetto “turismo energetico”, ovvero cambi troppo frequenti di fornitore per inseguire offerte promozionali, con effetti destabilizzanti sul sistema. Un altro fronte delicato è quello degli strumenti di auto-switching, piattaforme che cambiano automaticamente operatore per conto del cliente. Se da un lato aumentano la trasparenza, dall’altro potrebbero generare instabilità e comportamenti opportunistici. Tra le possibili contromisure allo studio: limiti annuali al numero di cambi, deposito cauzionale obbligatorio o domiciliazione bancaria delle utenze.
Cambio più rapido per fronteggiare le difficoltà del ciclo economico
Il passaggio allo switching lampo è particolarmente atteso in un contesto macroeconomico fragile. Quest’anno la crescita italiana dovrebbe essere limitata a circa mezzo punto percentuale, frenata dall’incertezza internazionale e dalla debolezza dei consumi interni.
L’inflazione, pur ridimensionata rispetto ai picchi del 2022-2023, resta poco sotto il 2% e continua a erodere il potere d’acquisto. Le famiglie, provate da due anni di forti rialzi per i prezzi dei beni essenziali, hanno visto ridursi il margine disponibile per risparmio e spese discrezionali.
In questo scenario, la bolletta energetica è diventata una delle principali voci di preoccupazione. Quindi, poter cogliere subito uno sconto sul kilowattora o sul metro cubo di gas, senza attendere settimane, potrà fare la differenza per molte famiglie. Secondo le associazioni dei consumatori, la semplificazione aumenterà anche la sensibilità al prezzo: gli utenti saranno più attenti a confrontare le offerte, alimentando un circolo virtuoso di concorrenza.
Cosa deve fare il consumatore per cambiare operatore
La riforma non richiede azioni immediate: scatterà automaticamente dal 2026. Ma è utile che famiglie e imprese inizino già oggi a: confrontare le offerte sul mercato libero, per capire quanto si può risparmiare; verificare le condizioni contrattuali attuali, specie clausole su penali o vincoli di durata. Il tutto non trascurando di considerare i servizi aggiuntivi (app, assistenza, energia verde), che spesso pesano quanto il prezzo della fornitura.
La semplificazione dello switching non abbatterà le bollette, che dipendono da dinamiche globali di mercato e geopolitica, ma renderà il consumatore più libero e veloce nelle scelte. In un’Italia segnata da crescita debole e redditi compressi, anche questo passo in avanti verso una maggiore concorrenza rappresenta una leva concreta per alleggerire il peso delle spese energetiche.
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