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Bollette, in arrivo una stangata per le famiglie

Nuovi rincari sulle bollette dell'energia elettrica. Si ipotizza, addirittura, un incremento del 40 per cento. A battere i pugni sul tavolo anche l’Unione Nazionale Consumatori, secondo cui un aumento così astronomico sarebbe un serio freno alla ripresa economica.

Pubblicato il 17/09/2021
In arrivo da ottobre bollette più salate

Non sarà un autunno facile per molte famiglie italiane. Per ottobre è previsto, infatti, l’arrivo di una stangata per i consumatori. Sia le bollette della luce che del gas risulteranno più salate. Ad annunciarlo è stato il ministro per la Transizione Ecologica, Roberto Cingolani, che ha parlato addirittura di un aumento del 40% della bolletta della luce e che ha annunciato un intervento del Governo per ridurre il peso delle bollette sugli italiani, così come già accaduto lo scorso luglio.

Un bel problema quello messo in calendario per il prossimo mese, soprattutto per le fasce più deboli della popolazione. I rincari potrebbero essere del 30% per le bollette del gas e del 20% per quelle della corrente elettrica. Al momento si tratta, però, solo di previsioni. A quantificare il tutto ci penserà l’Arera nel prossimo aggiornamento trimestrale

L’aumento in bolletta è legato, oltre che al rialzo dei prezzi delle materie prime, anche alla crescita dei prezzi dei permessi di emissione di CO2 e all’aumento della domanda di metano. Negli ultimi tempi è aumentata, infatti, la domanda di permessi di emissione di CO2 e la spesa viene quindi recuperata dalle aziende attraverso il costo della bolletta energetica. Una scelta che ricade poi sul budget di tante famiglie.

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Intanto, già nel secondo trimestre dell’anno, secondo un’indagine Enea, sono risultati in crescita sia i consumi di energia che le emissioni di anidride carbonica. E secondo l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile, si assisterà a una crescita della domanda di energia e di emissioni di circa il 6% per tutto il 2021. Ad aprile, date le temperature più rigide, c’è già stato un incremento dei consumi di energia, mentre a giugno le alte temperature hanno spinto le persone a ricorrere più frequentemente al raffrescamento, arrivando ad aumentare il consumo di energia del +15%.

Nel terzo trimestre dell’anno l’incremento definitivo per la bolletta dell’elettricità è stato quantificato in un +9,9% e in un +15,3% per la bolletta del gas. Il Governo, in quel periodo, ha emesso un provvedimento di urgenza per diminuire la necessità di raccolta degli oneri generali in bolletta. Senza tale provvedimento, il forte aumento delle quotazioni delle materie prime, ormai in crescita da inizio anno, e l’aumento dei prezzi dei permessi di emissione di CO2, avrebbero portato già a un aumento del 20% della bolletta dell’elettricità. Per scongiurare che tale situazione influisse sulle bollette, il Governo ha destinato, invece, 1,2 miliardi di euro ricavati dalla vendita di quote di emissioni nel sistema Ets, riducendo così la bastonata per i consumatori.

Ora l’annuncio di bollette più elevate ha visto muovere anche l’Unione Nazionale Consumatori, secondo cui il rincaro così astronomico sarebbe un serio freno alla ripresa economica, in quanto andrebbe a danneggiare tantissime famiglie e a rallentare la ripartenza dei consumi. L’associazione ha infatti lanciato un appello affinché Governo e Parlamento intervengano quanto prima.

Attualmente il prezzo medio dell’energia nel nostro Paese è di 145,03 euro per megawattora. In seconda posizione c’è il Portogallo, con un prezzo medio di 141,71 euro. Gli aumenti delle materie prime stanno avendo ripercussioni simili anche sui prezzi finali dei consumatori residenti in altri Paesi europei, come ad esempio la Spagna.

Intanto a partire da luglio è attivo il bonus sociale di sconto per elettricità e gas per chi versa in condizioni economiche precarie. Tale agevolazione viene riconosciuta alle famiglie con Isee non superiore a 8.265 euro e a 20.000 se con più di 3 figli e viene accreditata direttamente in bolletta.

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Mercato libero o tutelato: cosa conviene?

A partire dal primo gennaio 2023 terminerà definitivamente per le famiglie il servizio di tutela, ossia il servizio di fornitura di energia elettrica e gas con condizioni economiche e contrattuali stabilite dall’Arera. La tutela di prezzo si è già conclusa a gennaio scorso per le piccole imprese e le microimprese con potenza impegnata superiore a 15 Kw. La normativa ha stabilito, infatti, la liberalizzazione del mercato dell'energia con il progressivo passaggio dal mercato tutelato a quello libero, fissando della date dalle quali i servizi di tutela di prezzo non saranno più disponibili.

Tutti i clienti possono in ogni momento passare al mercato libero e scegliere tra le diverse offerte presenti la soluzione che più si addice alle proprie esigenze. Il passaggio è gratuito e consente di accedere a tariffe convenienti che, a differenza di quelle del mercato tutelato, non subiscono variazioni ogni tre mesi ma presentano un prezzo bloccato o indicizzato.

A cura di: Tiziana Casciaro
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