Bollette della luce più leggere all'orizzonte
Il prezzo dell'energia elettrica in Maggior Tutela subirà un nuovo calo nel prossimo aggiornamento ARERA messo in calendario per il primo aprile. Secondo le previsioni, oltre 7 milioni di clienti domestici potranno contare su una contrazione del -25 per cento nel secondo trimestre 2023.
C'è luce in fondo al tunnel. Si stima un calo del -25% del prezzo dell’energia elettrica in Maggiore Tutela. Il dato verrà confermato nel prossimo aggiornamento di ARERA, messo in calendario per il primo aprile 2023. Secondo gli esperti, infatti, il ribasso del prezzo del gas porterà anche a bollette della luce più leggere. Il gas naturale, infatti, incide per più del 40% sulla produzione di energia elettrica.
A snocciolare le previsioni ci ha pensato Nomisma Energia, società indipendente di ricerca in campo energetico e ambientale, secondo cui nel terzo trimestre 2023 una famiglia tipo, che ha consumi medi di 2.700 kWh in un anno ed è ancora servita dal Mercato Tutelato, andrà a risparmiare 363 euro in 12 mesi. La riduzione sarà del 25% a 40 cent per chilowattora e riguarderà oltre 7 milioni di clienti domestici ancora serviti dal Mercato Tutelato. Con il prezzo del gas in discesa, dunque, anche l’energia elettrica offrirà un po’ di sollievo ai consumatori che negli ultimi mesi si sono ritrovati a fare i conti con fatture molto salate.
Al momento e fino al 31 marzo 2023 il prezzo dell'energia in Maggior Tutela è pari a 0,36123 €/kWh. A partire, infatti, dal primo gennaio 2023 e fino alla fine di marzo il costo dell’elettricità sarà di 53,11 centesimi di euro per kilowattora, incluse le tasse. Un cambiamento evidente rispetto al quarto trimestre del 2022 quando il prezzo dell’energia era pari a 0,53451 euro al kilowattora: nel periodo ottobre-dicembre 2022 i clienti domestici hanno pagato un costo totale di 66,01 centesimi di euro al kWh, comprensivi di imposte.
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Codacons: gli oneri di sistema vanno aboliti
Sia durante l’ultimo trimestre 2022 che nei primi tre mesi del nuovo anno gli oneri generali di sistema non hanno avuto alcun impatto sulle bollette degli italiani in quanto sono stati azzerati, prima grazie ai Decreti Aiuti del Governo Draghi e poi dall’Esecutivo Meloni, tramite la Manovra di Bilancio 2023.
Da qui la richiesta del Codacons al Governo affinché gli oneri di sistema vengano definitivamente aboliti dal momento che l’azzeramento scadrà il prossimo 31 marzo. Una tassazione che pesa – fa sapere l’associazione - per 12,4 miliardi di euro all’anno sulla spesa energetica degli italiani. Per il Codacons, che rivolge un appello a Palazzo Chigi, una larga parte degli oneri di sistema serve, inoltre, a finanziare spese che nulla hanno a che vedere con i consumi energetici degli utenti e che sommati incidono fino al 22% sulle bollette elettriche degli italiani, e per il 5% sul gas.
Il sodalizio analizza che nel 2020 gli oneri di sistema sono costati 12,4 miliardi di euro alle famiglie italiane e precisa che la componente Asos ha inciso per 10,12 miliardi, di cui 8,7 miliardi di sostegno alle rinnovabili e 1,6 dai contributi per le aziende energivore, mentre la quota restante per oltre 2,2 miliardi è stata assorbita dalla componente Arim. Ancora 442 milioni per i siti nucleari, 443 alle ferrovie, 920 per la promozione dell’efficienza energetica. In caso di mancato azzeramento, a partire dal primo aprile, le bollette di luce e gas torneranno a salire, incidendo di non poco sul budget familiare.
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