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Bolletta troppo salata? Ecco come difendersi da errori e raggiri

La bolletta si presume attendibile, salvo non dimostrare il contrario. Vendite ai limiti della truffa, maxi conguagli, fatturazione su consumi stimati possono essere i motivi di fatture salate, ma ricade sempre sull'utente l’onere della prova e la responsabilità di scegliere la tariffa migliore.

Pubblicato il 19/01/2021

Energia e gas costituiscono sempre una spesa impegnativa per le famiglie, nella stagione invernale quando si fa uso dei caloriferi, ma ormai anche in estate, quando le temperature tropicali impongono di ricorrere al climatizzatore.

Tuttavia, una bolletta salata può non rispondere a un reale consumo eccessivo, e questo perché le compagnie non calcolano sempre la spesa sulla base di consumi effettivi, quanto invece sulla base dei consumi presunti. Questo significa che se in un periodo si è consumato molto di più, oppure se gli occupanti dell’abitazione sono cambiati, allora la bolletta avrà sempre memoria del periodo precedente.

Per questo, le società di fornitura delle utenze procedono periodicamente (in genere annualmente) alla lettura del contatore, quindi al calcolo di un conguaglio in cui il consumo reale viene confrontato con quello stimato, e quando le stime risultassero maggiori del consumo reale, all’utente viene restituita la quota pagata in eccesso sotto forma di credito nelle bollette successive.

Inoltre, ogni venditore deve comunicare ai propri clienti come calcola i consumi presunti, mettendoli in grado di capire con quali criteri vengono stimati i loro consumi.

È comunque sempre bene effettuare l’autolettura del contatore, operazione molto semplice che può avvenire ormai da remoto, comunicando i dati dei consumi effettivi sul sito del portale di energia o gas.

Telefonate e vendite sospette

Ormai è pratica molto diffusa delle società di vendita di gas ed energia quella di contattare i consumatori al telefono, o girare per le case in cerca di nuovi clienti. Il metodo è sempre lo stesso: il venditore chiede di mostrare la bolletta corrente o fornire al telefono i dati della bolletta e il costo dell’energia o del gas, dichiarando di voler valutare se è corretto rispetto ai consumi registrati. A quel punto il sedicente venditore propone il cambio di fornitura e il passaggio a una tariffa a un prezzo decisamente più conveniente.

Il risultato, qualora l’opera di persuasione avrà sortito il suo effetto e il consumatore firmerà il nuovo contratto, è purtroppo quasi sempre disastroso. Si tratta infatti per lo più di vendite al limite della truffa, che consentono di spendere meno per i primi tempi, generalmente in coincidenza del periodo di promozione, ma che quasi sempre riservano brutte sorprese.

I maxi-conguagli

La bolletta si presume attendibile, salvo non dimostrare il contrario: se ad esempio si tratta di una casa che è stata chiusa a lungo e si riesce a darne atto. Ricade infatti sull’utente l’onere di provare che l’importo in bolletta non risponda a verità.

Quella delle maxi-bollette è una questione a lungo trattata dagli organismi competenti. Risale al 27 gennaio la comunicazione dell'Autorità di regolazione per Energia Reti e Ambiente, secondo la quale dal 1° gennaio 2020 i clienti di energia e gas e gli utenti del servizio idrico integrato possono "in ogni caso" eccepire la prescrizione per importi fatturati relativi ai consumi più vecchi di 2 anni, servendosi del modulo messo a disposizione dell’azienda fornitrice o distributrice che ne faciliti la richiesta. In buona sostanza, il venditore della fornitura non può pretendere il pagamento di bollette che risalgano a più di due anni.

Si può contestare la bolletta?

Assolutamente sì. Come chiarisce Arera, l’Autorità garante per l’energia e il gas, se i consumi rilevati dal contatore non coincidono con quelli fatturati, l’eventuale bolletta esorbitante sarà illegittima e potrà essere impugnata innanzi al giudice. Prima però di procedere legalmente, è necessario tentare la conciliazione, pena l’impossibilità di rivolgersi al giudice.

Il reclamo va effettuato sempre in forma scritta e tramite raccomandata o posta certificata. Questa sarà obbligata a rispondere effettuando prima ogni verifica, entro 40 giorni dal ricevimento della lettera o della mail e in caso di errore dovrà rimborsare la differenza tra importo fatturato e importo dei consumi effettivo al cliente.

Come trovare la tariffa più conveniente

La raccomandazione è sempre quella di non lasciarsi convincere da chi sostiene di avere la soluzione al nostro problema. Per tagliare i costi in bolletta serve innanzitutto avere un atteggiamento critico e cercare attivamente le migliori offerte delle compagnie.

Per farlo a costo zero è indispensabile servirsi di un comparatore di tariffe come Segugio.it, leader in Italia da oltre 20 anni, che ogni giorno mette insieme le migliori offerte luce e le migliori offerte gas delle principali società di fornitura dell’energia. E se non bastasse, è sempre possibile richiedere un preventivo personalizzato e fare ricorso ai consulenti di Segugio.it, pronti a offrire una mano esperta nel processo di scelta della migliore tariffa.

A cura di: Paola Campanelli
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Parole chiave

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