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Bolletta del Gas: da Enea 5 modi per tagliare le spese

Semplici accortezze e scelte importanti per arrivare ad evitare gli sprechi di gas. Dall'evitare gli spifferi e le dispersioni inutili di calore, a scegliere il sistema di riscaldamento più efficiente, ecco il vademecum di Enea per salvarci dai terribili rincari sulla bolletta del gas.

Pubblicato il 03/11/2021

Aggiornato il 04/11/2021

Suggerimenti per risparmiare sul gas

Altro che buon anno nuovo. Quello che si preannuncia sarà un periodo di ulteriori rincari e costo dell’energia alle stelle: dal panettone ai viaggi, dai carburanti alle materie prime, fino ai generi alimentari, con una prospettiva per le famiglie tutt’altro che rosea.

Discorso a parte poi per le utenze, luce e gas i cui aumenti perdurano ormai da un anno e mezzo: a ottobre scorso la luce è rincarata del 29,8%, il gas del 14,4%. Arera, l’Autorità per l’energia le reti e l’ambiente prevede per il prossimo anno una spesa media delle famiglie per l’energia elettrica di 631 euro, 145 euro in più rispetto al 2020 e di 1.130 euro per il gas, ben 155 euro più cara rispetto all’anno scorso.

Per questo motivo Enea, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile, ha stilato un vademecum che fornisce le sue regole pratiche per evitare di ricevere stangate sulla bolletta del gas. Prima di ogni però, quello che occorre fare è imparare a leggere la bolletta del gas, così da tenere sotto controllo i consumi ed evitare invece fatture basate su consumi stimati

Le regole di Enea per tagliare la bolletta del gas

A pochi giorni dall’accensione dei riscaldamenti in 4.300 Comuni d’Italia della zona “E”, secondo la ripartizione per zone climatiche prevista nel nostro Paese, arrivano i suggerimenti per cercare di arginare gli aumenti, riducendo gli sprechi e tagliando così la spesa in bolletta. Vediamoli uno a uno.

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Fai manutenzione agli impianti

La pulizia e la manutenzione degli impianti di riscaldamento è fondamentale per un corretto funzionamento delle macchine. Secondo quanto consigliato da Enea, un impianto consuma e inquina meno quando è regolato correttamente, pulito e senza incrostazioni.

La manutenzione dei riscaldamenti o delle pompe di calore non è un’opzione, ma è prevista come obbligatoria per legge dal DPR 74/2013: chi omette di farla, rischia una multa di almeno 500 euro.

Applica le valvole termostatiche

Si tratta di dispositivi che si applicano sui termosifoni e servono a regolare il flusso di acqua calda in base alla temperatura impostata, senza mai superarla. Le valvole termostatiche sono ormai obbligatorie nei condomini, consentendo un risparmio che si aggira sul 20%, ma che in alcuni casi può arrivare fino al 30%.

Occhio alla temperatura in casa

Anche per l’impostazione della temperatura esiste una regola, ed è che in casa non debba superare i 20 gradi, con 2 di gradi di tolleranza. Secondo l’Enea, 19 gradi sono sufficienti a riscaldare un ambiente, mantenendo l’aria salubre e i consumi ragionevoli. Basti solo calcolare che ogni grado in più aumenta il consumo di metano dal 5 al 10%.

Elimina gli spifferi

Buona parte delle dispersioni di calore in casa derivano dagli spifferi o da un cattivo utilizzo dei termosifoni. Tenere le finestre aperte, coprire i radiatori con tende o mobili, come anche disporre di infissi vecchi, è il modo più frequente per disperdere calore e avere necessità di tenere i termosifoni a temperature troppo elevate per riscaldare la casa.

Ma se il cambio di finestre o porte comporta una spesa importante, gli altri accorgimenti possono essere adottati senza alcuna fatica.

Forse non tutti sanno che per arieggiare le stanze sono sufficienti pochi minuti, mentre servirà serrare quanto più possibile le finestre durante la notte, quando la temperatura scende. Utile anche usare dei pannelli riflettenti da disporre tra il muro e il termosifone, consentendo all’aria calda di non venire a contatto con il muro perimetrale freddo, causandone la dispersione.

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Scegli impianti nuovi di riscaldamento

Un impianto vecchio consuma decisamente di più. Il tempo di obsolescenza di un impianto di riscaldamento si aggira intorno ai 15 anni e attualmente i produttori sono obbligati a fabbricare solo caldaie a condensazione, a esclusione di un particolare tipo di caldaia a camera aperta, che potrà essere ancora installato nei rari casi in cui non sia possibile sostituire un vecchio impianto.

Una caldaia a condensazione al posto di una classica a gas non solo è molto più efficiente e consuma almeno il 30% di gas in meno, ma è molto meno inquinante proprio grazie alla tecnologia a condensazione, in quanto non disperde ma recupera ma sfrutta anche il vapore acqueo e la condensa create della combustione.

Valuta l’Ecobonus

Lo Stato sostiene gli interventi in casa volti ad aumentare l’efficienza e il risparmio energetico. Sono tanti e ricchi gli incentivi disposti ormai da qualche anno per chi ad esempio sostituisce la vecchia caldaia con una pompa di calore di nuova generazione o una caldaia a condensazione. L’Ecobonus consente di detrarre il 65% della spesa sostenuta in 10 anni o mediante cessione del credito d’imposta all’azienda che effettua l’installazione. Un risparmio diluito nel tempo al quale si aggiungerà un taglio dei costi di gestione dell’impianto e della bolletta del gas.

A cura di: Paola Campanelli
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Parole chiave

rincari gas caldaie a condensazione riscaldamento

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