Banda ultralarga in Italia: situazione attuale

27/12/2019

Banda ultralarga in Italia: situazione attuale

È ormai acclarato che gli obiettivi del Piano Strategico nazionale per la banda ultralarga sottoscritto nel 2015 non verranno realizzati alla scadenza prevista del 2020. L’Italia è infatti in ritardo rispetto alla tabella di marcia e, come ammesso dallo stesso Ministro dello Sviluppo Economico Patuanelli in Commissione Trasporti della Camera, l’unica speranza è quella di avvicinarsi il più possibile alla percentuale di coperture prefissate.

Banda ultralarga, le coperture nel 2020 secondo il piano strategico

Secondo lo stesso Piano Strategico, entro il 2020 la situazione dovrebbe essere questa:

  • 85% della popolazione raggiunta da copertura ad almeno 100 Mbps;
  • restante 15% della popolazione raggiunta da copertura ad almeno 30 Mbps;
  • copertura ad almeno 100 Mbps delle aree di maggior interesse industriale, economico e turistico oltre che di scuole e ospedali.

I numeri più recenti sulle aree bianche, dicono invece che sono stati avviati 1736 cantieri su 5554 comuni coinvolti e che se 450 sono stati già completati in 50 deve ancora essere effettuato il collaudo. Gli obiettivi finali sono quindi ancora lontani dall’essere raggiunti, soprattutto a causa di rallentamenti dovuti alle autorizzazioni mancanti, e lo stesso Patuanelli si è impegnato per questo a cercare di snellire le procedure di concerto con il ministero dell’Innovazione.

La situazione nelle aree bianche

A preoccupare maggiormente Commissione Europea, Governo e Amministrazioni regionali resta il nodo cruciale delle cossiddette aree bianche, quelle a fallimento di mercato, la cui copertura è stata finanziata nel 2015 attraverso risorse con fondi europei per lo sviluppo regionale e per lo sviluppo rurale, Fesr e Feasr.

La creazione della rete pubblica per queste aree, affidate in concessione ventennale a Open Fiber, è stata rallentata soprattutto nella fase iniziale, e ora si sta cercando di correre ai ripari per evitare il disimpegno automatico da parte di Bruxelles, che comporterebbe la perdita dei fondi comunitari nel caso non venisse presentata la documentazione specifica dei livelli di spesa da parte delle Regioni.

Infratel Italia, soggetto attuatore del Piano per la banda ultralarga, e Open Fiber si dicono comunque ottimisti e parlano di netta accelerazione dopo una prima fase rallentata soprattutto da burocrazia e ricorsi dei competitor. Ciò nonostante, al momento gli unici comuni delle aree bianche in cui il servizio è collaudato siano solo cinque: Attigliano, Castel Giorgio e Penna in Teverina in Umbria, Ampezzo in Friuli Venezia Giulia e Vertova in Lombardia.

Banda Ultralarga, la questione voucher

Nella “Fase 2” messa in conto del Ministro Patuanelli, la strategia per la diffusione della rete in fibra beneficerà di sostegno da parte del Governo che si sta impegnando all’introduzione di incentivi sotto forma di voucher.

Le misure a sostegno della domanda di servizi saranno rivolte direttamente a famiglie a basso reddito, ma anche a piccole e medie imprese, scuole e centri per l’impiego. Il ministro ha parlato di 1,3 miliardi di euro che dovrebbero essere destinati a questo scopo, cifra che secondo Infratel “potrebbe essere indirizzata a 39.966 plessi scolastici, 561 Centri per l’impiego, e a 3 milioni e 911mila imprese con meno di 250 dipendenti”. Le linee residenziali idonee al finanziamento sarebbero invece 13 milioni e 822 mila.

Si attende quindi di conoscere gli sviluppi sull’argomento che comporterà la discussione del Decreto Fiscale, ma può essere intanto utile per chiunque conoscere in anticipo se la propria zona di residenza è già coperta da servizi in fibra ottica o adsl grazie al servizio gratuito di Segugio.it, che mette a disposizione anche un comodo strumento per misurare in pochi secondi la velocità della propria connessione.

Il rapporto “Imprese e ICT 2019”

Secondo il rapporto Imprese e ICT 2019 pubblicato il 9 dicembre da Istat, la banda ultralarga già presente in Italia comincia intanto a muovere lentamente i primi passi. I dati parlano infatti di un 13,8% di imprese con connessione ad almeno 100 Mbps, percentuale che sale al 41% per connessioni al almeno 30 Mbps, numeri che indicano un raddoppio rispetto a cinque anni fa.

A cura di: Gianluca Salustri

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