Autoconsumo a distanza: rivoluzione per le rinnovabili nel 2026?
Un nuovo meccanismo di fatturazione delle spese energetiche renderà l'autoconsumo a distanza decisamente appetibile per PMI e grandi imprese. L'iniziativa dovrebbe partire dal prossimo luglio 2026 e si rivolge al settore produttivo: vediamo come funziona.
Grandi novità in tema di autoconsumo a distanza: il decreto di attuazione della direttiva 944/2019 (e successive modifiche) dà il via al meccanismo dello scorporo in bolletta per l'energia consumata e prodotta nella stessa zona di mercato. In sostanza, sarà possibile realizzare impianti che producono energia da autoconsumare senza che l'utilizzatore adoperi la stessa cabina primaria: basterà solamente essere presenti nella medesima area. Scopriamo allora quali sono le opportunità per le imprese e i clienti residenziali.
I vantaggi dell’autoconsumo per le imprese
Lo scorporo in bolletta dell'energia consumata può rappresentare un nuovo strumento a disposizione degli imprenditori. Con questo meccanismo, infatti, l'energia prodotta dagli impianti, se consumata contemporaneamente a distanza, non apparirà come voce di costo in bolletta. Le categorie di spesa da coprire rimarranno pertanto oneri di sistema, accise, tasse e l'ammortamento della struttura. Le PMI non dovranno sottostare ad alcun limite di potenza, mentre le grandi imprese avranno modo di realizzare allestimenti fino a 6 MW.
Il via libera definitivo all'iniziativa è previsto per luglio 2026: in questi mesi, ARERA è incaricata di intervenire sull'aspetto regolatorio del meccanismo, così da eliminare possibili rallentamenti e difficoltà di accesso.
Come verrà strutturato il meccanismo di autoconsumo a distanza?
Uno dei grandi vantaggi del meccanismo di autoconsumo a distanza delineato dalla direttiva 944/2019 prevede l'utilizzo delle zone di mercato. Attualmente in Italia sono sette, ovvero:
- Nord;
- Centro-Nord;
- Centro-Sud;
- Sud;
- Calabria;
- Sicilia;
- Sardegna.
In queste aree, la compravendita di energia non ha restrizioni e avviene in base a un prezzo specifico chiamato “prezzo zonale”. Le implicazioni pratiche sono notevoli. Lo spiega Giuseppe Esposito, direttore tecnico di 3E, azienda che realizza e gestisce impianti fotovoltaici: “Pensiamo alle strutture alberghiere di Napoli, edifici che sorgono in centro, che consumano molto, ma hanno poco spazio sul tetto, spesso occupato dalle macchine di condizionamento. Alcuni albergatori possiedono capannoni dismessi in zone lontane, che insistono su cabine primarie differenti. Ora potranno usarli per installare degli impianti e fare autoconsumo a distanza, godendo di un vantaggio non da poco, ossia vedersi scalata la quota energia dalla bolletta”.
E per il settore residenziale?
Quanto detto finora vale per il settore delle imprese, piccole o grandi che siano. Per quanto riguarda i clienti residenziali, due sono gli strumenti più efficaci per sfruttare il potenziale delle rinnovabili. Si tratta del Conto termico 3.0 e dell'applicazione della Direttiva EPDB, nota pure come “Case green”.
Entrando nello specifico, il conto termico facilita la sostituzione negli edifici di impianti poco efficienti con pompe di calore da abbinare a sistemi fotovoltaici. La direttiva Casa Green, invece, prevede che i nuovi edifici di proprietà o gestione pubblica dovranno essere a emissioni zero. I fabbricati già esistenti e con superficie utile superiore a 2.000 mq o 2.500 mq (la soglia è ancora da stabilire), dovranno inoltre installare impianti fotovoltaici in occasione di ristrutturazioni di ampia portata. Lo stesso vale in caso di interventi che sono soggetti a permesso edilizio.
Nuove iniziative per un settore in frenata
Le iniziative descritte puntano a rafforzare l'importanza del fotovoltaico nel mix energetico del nostro Paese. L'energia solare, nei primi 9 mesi del 2025, mostra però qualche segno di rallentamento, soprattutto sul fronte delle connessioni.
Dati diffusi da Terna parlano infatti di 161.962 nuovi impianti collegati alla rete, corrispondenti a 4.078 MW, valore in calo del 17% rispetto ai 4.862 MW nello stesso periodo del 2024.
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