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Attivazione luce e gas: cosa c’è da sapere per non sbagliare

16/10/2019

Attivazione luce e gas: cosa c’è da sapere per non sbagliare

Se l'estate vi ha portato una casa nuova di zecca, sappiate che prima di traslocare servirà sbrigare alcune cose essenziali. L’attivazione delle utenze di luce e gas è sicuramente tra le più importanti, da fare possibilmente per tempo, almeno 15 giorni prima di entrare in casa.

Attivare un’utenza vuol dire dare inizio alla fornitura attraverso il funzionamento del contatore, assicurando così l’erogazione di energia elettrica o gas metano. Le due operazioni sono simili ma l’attivazione del gas, per motivi di sicurezza, richiede qualche passaggio in più.

Subentro e Voltura

L’attivazione di una fornitura di energia elettrica o di gas può avvenire secondo due modalità. La prima è il passaggio della fornitura al nuovo proprietario o inquilino, senza che ci sia alcuna interruzione dell’erogazione dell’utenza. È il caso della voltura, che si effettua quando contratto e contatore sono attivi e occorre solo cambiare l'intestatario della bolletta.

Nel caso in cui, anche in presenza di un contatore, il contratto è stato chiuso ed è necessario attivarne uno nuovo, ad esempio perché la casa dove si va ad abitare è stata vuota per un periodo, oppure le utenze erano intestate al vecchio inquilino, allora si parla di subentro.

Il vantaggio della voltura è che si potrà decidere di scegliere la tariffa migliore, più conveniente rispetto al proprio profilo di utente. Ad esempio si potrà approfittare delle Migliori Tariffe Luce e Migliori Tariffe Gas, che combina tariffa luce e gas dello stesso fornitore per ottimizzare sul prezzo e ottenere maggiori vantaggi e sconti.

Attivare una fornitura di luce: tempi, costi e documenti

Ma cosa bisogna fare per attivare un’utenza luce o gas? La buona notizia è che il grosso del lavoro spetta al fornitore che si sceglie, perché sarà questo che a sua volta inoltrerà la richiesta al distributore di zona. Se infatti il fornitore cambia in base alla scelta dell’utente, il distributore sarà sempre lo stesso, proprietario non solo delle reti di distribuzioni di zona, ma anche dei contatori.

I documenti

Una volta scelto il fornitore in base alla tariffa e ai servizi offerti, il consumatore al quale è intestata l’utenza dovrà fornire:

  • un documento di identità, una mail o il numero di telefono
  • il codice POD identificativo dell’utenza
  • la potenza del contatore (definita in bolletta come ‘potenza contrattualmente impegnata’)
  • il codice IBAN nel caso si scelga la domiciliazione bancaria.

Il codice POD è riportato sulla bolletta e se non si dispone di una bolletta pregressa, sarà possibile leggerlo su una targhetta o un’etichetta adesiva nei contatori di nuova generazione; se invece il contatore non presenta questa informazione, si dovrà contattare il distributore locale.

I costi

Per quanto riguarda i costi, si dovranno sostenere:

  • 26,13 euro di oneri amministrativi
  • 16 euro di imposta di bollo 
  • 23 euro di contributo fisso 
  • 35 euro di deposito cauzionale (per un'utenza con 3 kW di potenza impegnata).

Nel caso si scelga una tariffa nel libero mercato, il contributo fisso sarà un costo di prestazione commerciale deciso dal gestore e il deposito cauzionale sarà a discrezione del gestore.

La procedura completa dovrà avvenire entro 7 giorni lavorativi dall’approvazione della richiesta, pena in caso di superamento di questo limite temporale per cause imputabili al distributore, un rimborso al cliente fino a 105 euro.

Attivare una fornitura di gas: tempi, costi e documenti

Anche per l’attivazione del gas sarà il fornitore scelto a inoltrare la richiesta al distributore locale entro 2 giorni dal ricevimento della stessa. Quindi il distributore avrà 10 giorni lavorativi dalla richiesta pervenuta, pena in caso di ritardo, il rimborso al cliente di una penale di 35 euro.

Durante i 10 giorni il fornitore fisserà all’utente un appuntamento con un tecnico abilitato, incaricato di effettuare un sopralluogo presso la casa dove verrà attivata l’utenza al fine di eseguire una verifica sull’impianto del gas.

I documenti

Per quanto riguarda i documenti richiesti, l’intestatario dell’utenza dovrà fornire oltre ai documenti di identità e ai recapiti telefonici o all’email, due moduli specifici richiesti dal fornitore, uno compilato e firmato dal cliente, con il quale si conferma la richiesta di attivazione della fornitura a un determinato indirizzo, l’altro compilato e firmato dall’installatore, che riporta informazioni tecniche e certifica che l’impianto è stato realizzato nel rispetto della normativa vigente (allegati H/40 e I/40). Infine, sarà necessario fornire i documenti di attestazione di tenuta dell’impianto del gas.
L’intera documentazione deve essere presentata entro 90 giorni dalla richiesta, pena l’annullamento della pratica.

I costi

Il costo dell’operazione completa di attivazione si aggira intorno ai 40/50 euro, ma varia a seconda del distributore di zona, del tipo di impianto e della fornitura.

Generalmente è composto da una quota fissa di 27 euro e una variabile in base al fornitore scelto per la gestione della pratica, che va dai 15 ai 30 euro. L’intero importo verrà addebitato sulla prima bolletta.

A cura di: Paola Campanelli

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