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Allacciamento o attivazione? Quando c’è bisogno di uno o dell’altra

Per cominciare ad usufruire dell’erogazione del gas è necessario procedere con l’attivazione della fornitura, la messa in funzione del contatore. Questa operazione può avvenire solo a valle dell’allacciamento, ovvero la procedura di installazione del contatore stesso.

Pubblicato il 21/10/2020

Quella del gas è una delle utenze fondamentali di un’abitazione in cui si decide di andare a vivere. Che si tratti di una nuova costruzione o di un ambiente già vissuto precedentemente, per poter cominciare ad usare il gas è però essenziale che sia presente al suo interno un contatore, la cui operazione di installazione si definisce allacciamento.

L’allacciamento non va quindi confuso con l’attivazione, che rappresenta invece l’operazione di messa in funzione del contatore stesso. Ecco perché, prima di rivolgersi a un fornitore di servizi per gas e luce, è bene conoscere quali sono i processi e le modalità di collegamento di una nuova utenza. Scopriamo quindi come procedere per arrivare nel più breve tempo possibile a dotarsi di una fornitura di gas per la propria casa o per il proprio ufficio.

Allacciamento e attivazione del gas. Come procedere

L’allacciamento e l’attivazione del gas sono operazioni che vengono svolte da due soggetti differenti e cioè, rispettivamente, dal distributore territorialmente competente e dal fornitore. L’utente finale ha però una doppia opzione: quella di procedere all’attivazione del gas rivolgendosi direttamente al fornitore o quella di far riferimento prima al distributore per essere collegato alla rete di distribuzione e procedere poi all’attivazione.

Questo secondo caso è ad esempio la soluzione ideale per chi non ha bisogno di occupare da subito una nuova costruzione o che è intenzionato ad affittarla in futuro, lasciando quindi ai nuovi inquilini l’onere delle procedure di attivazione a loro nome. In entrambi i casi è comunque necessario prevedere una serie di costi e di documenti da produrre, senza dimenticare che prima di poter accedere al servizio andranno rispettate delle tempistiche tecniche e burocratiche.

Quale che sia la scelta di optare per l’allacciamento a opera del distributore o direttamente del fornitore, l’utenza sarà contrassegnata da un codice PDR (acronimo di Punto di Riconsegna), codice di 14 cifre che identificherà in maniera univoca l’utenza stessa e servirà al cliente per richiedere qualsiasi tipo di intervento su di essa.

Allaccio del gas. Tempi e costi

L’allacciamento del gas – più comunemente chiamato allaccio – può richiedere interventi più o meno consistenti per la messa in posa del contatore, a seconda della distanza del Punto di Riconsegna dalla rete di distribuzione. Si parla quindi di interventi semplici quando si deve solo collegare il contatore alla rete già esistente o di interventi complessi quando è ad esempio necessario intervenire anche sulla condotta stradale.

È ovvio che i due tipi di interventi prevedano tempi e costi che possono essere anche molto differenti l’uno dall’altro. Per interventi in cui è previsto l’interramento delle tubature per raggiungere un’abitazione distante dalla rete principale ad esempio, la spesa sarà sicuramente più alta rispetto all’installazione di un contatore in un appartamento già raggiunto dalla rete.

I dati certi su cui l’utente finale può fare affidamento sono invece quelli relativi alle tempistiche da rispettare da parte del distributore una volta avviata la pratica. Dopo aver ricevuto tutta la documentazione necessaria per l’allaccio (ubicazione del punto di riconsegna del gas, generalità del cliente finale, recapiti telefonici e mail dell’intestatario, potenza totale degli apparecchi da installare e categoria d'uso del gas), il distributore ha infatti dai 15 ai 30 giorni di tempo per sottoporre al cliente il preventivo. Al momento dell’accettazione dello stesso preventivo da parte dell’utente, il distributore sarà poi tenuto a realizzare l’allacciamento del gas entro 10 giorni in caso di interventi semplici ed entro 60 giorni nel caso di interventi complessi.

Attivazione del gas. Le tempistiche

Tutto sarà invece più semplice nel caso ci sia bisogno di procedere solo all’attivazione di una fornitura di gas su un Punto di Riconsegna già esistente. In questo caso le tempistiche dipendono esclusivamente dall’accertamento documentale da parte del fornitore e del distributore, chiamati ad assicurarsi che tutta la documentazione tecnica sia in regola con le norme vigenti.

Per usufruire del gas l’utente deve quindi rivolgersi a un operatore, che una volta sottoscritto il contratto di fornitura attiverà in breve tempo le pratiche per l’attivazione. Se l’accertamento documentale ha esito positivo la fornitura deve essere attivata entro 10 giorni, mentre nel caso di incongruenze o mancanze nella documentazione, il cliente sarà chiamato a integrare la richiesta entro trenta giorni prima dell’annullamento della stessa.

Oltre ai costi fissi previsti per l’accertamento documentale (47 euro per gli utenti domestici) e da corrispondere al distributore per il contatore (30 euro per contatori con classe fino a G6), il costo totale per procedere all’attivazione del gas può variare in base alle diverse offerte proposte dai fornitori presenti sul mercato. Tali costi vengono solitamente addebitati all’interno della prima fattura utile inviata al cliente.

A cura di: Gianluca Salustri
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