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Agcm chiede di rivedere i costi delle bollette

Trasferimento degli oneri di sistema su altre forme di finanziamento, abbattimento delle barriere al passaggio al libero mercato dell’energia, superamento della disomogeneità nell’installazione dei contatori di nuova generazione. AGCM include nella segnalazione al Governo una serie di richieste.

Pubblicato il 03/04/2021
Agcm chiede il taglio di alcuni costi in bolletta previsti con gli oneri di sistema

Mentre il passaggio al libero mercato dell’energia conta l’ennesimo rinvio, l’aumento del costo di gas ed energia elettrica per il secondo trimestre consecutivo inducono AGCM a includere all’interno della segnalazione annuale una serie di richieste.

Nella lettera inviata al Presidente del Consiglio dei Ministri, la domanda dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato è di predisporre il disegno di legge annuale per il mercato e la concorrenza.

Lo fa dedicando uno dei paragrafi al mercato dell’energia e alla tutela del consumatore, con il titolo di “Eliminazione delle barriere alla realizzazione di un mercato libero della vendita di energia elettrica”.

Nelle sue proposte, AGCM pone l’accento sui seguenti temi:

  • trasferimento degli oneri di sistema su altre forme di finanziamento;
  • abbattimento delle barriere al passaggio al libero mercato dell’energia per famiglie e piccole imprese;
  • superamento della disomogeneità nell’installazione dei contatori di nuova generazione.

Ma vediamo punto per punto quali sono le richieste e le proposte per affrontare ogni questione.

Il trasferimento degli oneri di sistema

È ormai noto che gli importi presenti all’interno delle bollette non si riferiscano solo ai consumi di energia, ma comprendano una serie di altre voci che l’utente è tenuto a pagare per diversi motivi.

Più precisamente, il prezzo finale della luce è costituito da queste voci di spesa:

  • materia prima energia;
  • trasporto e gestione del contatore;
  • oneri di sistema;
  • imposte statali.

AGCM si sofferma proprio sulla voce “oneri di sistema”, la componente di costo fissata da Arera e identica per ogni fornitore, che racchiude tutte le quote di spesa destinate a incentivi statali in campo energetico e agli investimenti ad esse collegato, come la promozione ed il sostegno alle energie rinnovabili.

Un peso improprio, lo definisce l’Antitrust, che necessita di una urgente riforma, da riportare invece a meccanismi di fiscalizzazione con l’emanazione di una specifica direttiva.

La proposta di AGCM è di eliminare le componenti di spesa non direttamente riconducibili a “obiettivi di sviluppo ambientale sostenibile e di contrasto alla povertà energetica”, come i costi di smantellamento delle centrali nucleari dismesse o quelli relativi alla copertura del regime tariffario speciale riconosciuti alla società Rete ferroviaria italiana per i consumi di elettricità dei servizi ferroviari su rete tradizionale.

Le barriere al passaggio al mercato libero

Gli oneri di sistema costituiscono un ostacolo anche per i venditori, che si trovano obbligati a rispondere al distributore dell’ammontare spettante al cliente finale. A questo, si aggiunge la difficoltà ad accedere ai dati necessari per sviluppare prodotti innovativi e il potere di mercato del fornitore unico nel servizio di maggior tutela, che dispone anche di una parte del mercato libero, dove può collocare i suoi clienti semplicemente “spostandoli” da un mercato all’altro.

A proposito dell’ennesimo rinvio del passaggio al mercato libero, AGCM suggerisce di adottare per i clienti residenziali lo stesso sistema adottato per le piccole e medie imprese, di servizio a tutele graduali. Secondo questo modello, chi allo scadere del termine non fosse ancora passato al libero mercato, riceverà l’assegnazione del nuovo fornitore secondo una procedura ad asta.

L’ammodernamento del parco contatori

Ultimo punto dibattuto nella segnalazione dall’Antitrust è l’installazione dei contatori di seconda generazione, ancora molto limitata sul territorio. Qui il suggerimento è l’introduzione di una norma che introduca una sostituzione dei contatori entro un termine stabilito, obbligatoria per i gestori dell’energia con più di 100.000 utenze.

La sostituzione dei vecchi contatori elettromeccanici con i nuovi contatori 2G semplifica e rende più efficiente la gestione dei consumi di energia elettrica delle famiglie e delle imprese. I nuovi contatori “intelligeniti” consentono di velocizzare volture e cambi di fornitura e di dare un rendiconto dettagliato all’utente sui consumi, oltre che evitare la vecchia fatturazione su consumi semplicemente stimati, vantaggio fondamentale per eliminare disservizi, costi inutili e lungaggini.

A cura di: Paola Campanelli
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Parole chiave

costi energia oneri di sistema mercato libero

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