Addio allo standby per gli elettrodomestici? I piani dell’UE
La battaglia contro gli sprechi energetici passa anche dai dettagli, e lo standby è uno di quelli più insidiosi. Le nuove norme UE rappresentano un importante passo avanti, ma la responsabilità rimane condivisa tra produttori, legislatori e consumatori.
Elettrodomestici e consumo invisibile: cosa cambia con lo standby
Nelle nostre case moderne, anche un dispositivo apparentemente spento può continuare a consumare energia. È il cosiddetto consumo in standby, un fenomeno spesso sottovalutato ma che, se moltiplicato per milioni di apparecchi in tutta Europa, incide in modo significativo sui consumi complessivi e sulle emissioni di CO2. L’attenzione verso questo tema è oggi più alta che mai, e la Commissione europea ha aggiornato le normative sull’efficienza energetica per adattarle all’attuale panorama tecnologico.
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La modalità standby è quella condizione in cui un apparecchio non è realmente in funzione ma resta pronto a riattivarsi in tempi rapidi. È il caso delle TV con il led rosso acceso, dei forni a microonde con l’orologio digitale visibile, o dei router Wi-Fi sempre operativi. In questa modalità, sebbene l’apparecchio non stia svolgendo la sua funzione principale, continua a ricevere alimentazione e consuma elettricità.
Negli elettrodomestici di nuova generazione, sempre più connessi e multifunzione, la modalità standby ha assunto un ruolo strategico per la reattività e la connettività permanente dei dispositivi. Ma proprio per questo, il loro consumo residuo, anche quando inutilizzati, può sommarsi fino a rappresentare una parte non trascurabile della bolletta elettrica.
Il consumo dello stand-by
Secondo uno studio dell’International Energy Agency, nelle case europee il consumo in standby può incidere anche per il 5-10% della spesa energetica annuale. Una percentuale che, in una fase storica in cui il risparmio energetico è cruciale, non può essere ignorata.
L’intervento dell’Unione Europea: cosa cambia nel 2025
Per affrontare il problema, l’Unione Europea ha aggiornato le norme sul consumo energetico degli apparecchi elettrici in standby e in rete. Il nuovo regolamento sull’Ecodesign è ufficialmente entrato in vigore il 9 maggio 2025 e rappresenta un ulteriore passo nella lotta agli sprechi energetici domestici.
La nuova normativa stabilisce limiti più stringenti per i consumi energetici degli apparecchi in modalità inattiva. Inoltre, amplia il campo di applicazione a nuove categorie di prodotti, come router, altoparlanti wireless, mobili e componenti costruttivi motorizzati (tende automatiche, scrivanie regolabili in altezza, persiane elettriche). Questo perché l’aumento delle vendite e della presenza in casa di dispositivi di questo tipo ha reso necessario regolamentarne i consumi anche quando non utilizzati attivamente.
Quando verrà applicata la normativa
La normativa si applicherà solo ai nuovi prodotti immessi sul mercato a partire dal 2025, e sarà introdotta in due fasi entro il 2029.
Risparmio energetico e ambientale
Secondo le stime della Commissione europea, l’adozione di questi nuovi standard porterà a un risparmio energetico annuo di circa 4 terawattora (TWh) entro il 2030. Per dare un’idea, si tratta del doppio del consumo annuale di uno Stato come Malta, o dell’energia necessaria per alimentare oltre 1 milione di auto elettriche.
Ma non è tutto: si stima anche una riduzione di circa 1,4 milioni di tonnellate di emissioni di CO2e un risparmio economico per i cittadini pari a circa 530 milioni di euro l’anno entro il 2030.
Inoltre, il regolamento impone maggiore trasparenza: i produttori dovranno fornire informazioni dettagliate sui consumi in standby, affinché i consumatori possano tenerne conto al momento dell’acquisto. Un passo importante verso scelte di consumo più consapevoli.
Un consumo sommerso, ma misurabile
Il consumo energetico in standby varia da prodotto a prodotto. Per esempio, un televisore moderno può consumare in media tra 0,5 e 2 watt in standby; un decoder digitale anche 10 watt. Moltiplicando questi valori per il numero di ore giornaliere in standby (che possono arrivare a 20-23 ore), e per il numero di dispositivi presenti in una casa, si comprende quanto questo consumo “nascosto” possa diventare rilevante.
In Italia, secondo ENEA, lo standby può pesare fino a 100 euro l’anno nella bolletta di una famiglia media. Dispositivi apparentemente “spenti” come stampanti, caricatori collegati alla rete, consolle per videogiochi, router o microonde con display attivi, possono contribuire a questo costo silenzioso.
Oltre alle nuove norme europee, è possibile adottare buone pratiche quotidiane per ridurre il consumo in standby. Eccone alcune:
scollegare i dispositivi non usati frequentemente, ad esempio stampanti, caricabatterie o decoder;
usare ciabatte multipresa con interruttore per spegnere più apparecchi insieme;
abilitare le funzioni “eco” o “risparmio energia” disponibili nei dispositivi di ultima generazione;
disattivare aggiornamenti automatici notturni se non necessari, soprattutto su device come smart TV o assistenti vocali;
scegliere elettrodomestici con etichette energetiche aggiornate e a basso consumo in standby.
Il risparmio in bolletta passa anche dalla scelta della migliore tariffa energetica. Per questo è consigliabile sempre fare un check dei consumi e trovare la migliore offerta luce servendosi di strumenti come Segugio.it, che compara le migliori tariffe di compagnie energetiche primarie sul mercato.
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