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Accensione riscaldamenti: tutte le date

L’accensione dei riscaldamenti è regolamentata dalla legge, che stabilisce periodi e orari differenti a seconda della rigidità del clima. L'Italia si divide infatti in zone climatiche. Che siano condominiali o indipendenti, non si può superare la temperatura dei 20°C, con soli 2 gradi di tolleranza.

Pubblicato il 12/10/2020

Con un’Italia climaticamente spaccata in due, l’autunno è arrivato nelle regioni del Nord nel giro di solo qualche giorno. E in periodi in cui le case sono diventate spesso anche ufficio, si aspetta con impazienza l’accesa dei termosifoni.

Ma cosa dice la legge e quando potremo finalmente avere il comfort di una casa riscaldata?

Il riscaldamento secondo la legge

L’accensione dei riscaldamenti è regolamentata per legge, la numero 10-1991, che stabilisce periodi e orari differenti a seconda della rigidità del clima. È ancora un’altra legge (n. 10/1991 e del DPR n. 412/1993 e successive modifiche) che ha diviso l'Italia in zone climatiche e proprio sulla base del clima ne ha stabilito ore e mesi dell’anno in cui i riscaldamenti possono restare accesi.

Una volta accesi i termosifoni, che siano condominiali o indipendenti, non si può superare la temperatura dei 20°C, con soli 2 gradi di tolleranza.

Ore e date di accensione per zone climatiche

Vediamo qui la suddivisione del Paese per zone climatiche e il calendario 2020-2021 delle accensioni programmate.

  • Zona A (Sud-Orientale e delle Isole): nelle isole di Lampedusa e Linosa e nella località di Porto Empedocle i riscaldamenti sono consentiti dal primo dicembre al 15 marzo, solo per sei ore al giorno.
  • Zona B (Tirrenica): nelle città di Reggio Calabria, Crotone, Trapani, Siracusa, Palermo, Messina, Catania e Agrigento, dove il clima è mediterraneo e gradevole fino a dicembre, la legge consente l’accensione dal 1 dicembre al 31 marzo, per 8 ore al giorno.
  • Zona C (Zona Adriatica Settentrionale): a Imperia, Latina, Benevento, Caserta, Napoli, Salerno, Bari, Lecce, Taranto, Brindisi, Catanzaro, Cosenza, Cagliari, Oristano, Sassari e Ragusa il clima è altrettanto mite fino ad autunno inoltrato. Si accendono i termosifoni dal 15 novembre al 31 marzo per 10 ore al giorno.
  • Zona D (Zona Appenninica): a Genova, La Spezia, Savona, Firenze, Grosseto, Livorno, Lucca, Pisa, Pistoia, Prato, Massa Carrara, Siena, Forlì, Ancona, Ascoli Piceno, Macerata, Pesaro, Roma, Viterbo, Terni, Avellino, Chieti, Pescara, Foggia, Isernia, Matera, Caltanissetta, Nuoro, Teramo e Vibo Valentia l’accensione dei termosifoni è definita dal 1 novembre al 14 aprile, 12 ore al giorno.
  • Zona E (Padana): siamo ad Alessandria, Asti, Aosta, Biella, Bergamo, Brescia, Como, Cremona, Lecco, Lodi, Milano, Novara, Padova, Pavia, Sondrio, Torino, Varese, Verbania, Vercelli, Bolzano, Gorizia, Pordenone, Bologna, Ferrara, Modena, Parma, Piacenza, Ravenna, Reggio Emilia, Rimini, Rovigo, Treviso, Trieste, Udine, Verona, Vicenza, Venezia, Arezzo, Perugia, Rieti, Frosinone, L'Aquila, Campobasso, Potenza ed Enna. Sono città che si trovano prevalentemente in zone montuose e fredde, con un periodo di accensione consentito più lungo, dal 15 ottobre al 14 aprile e una durata di 14 ore al giorno.
  • Zona F (Alpina): molto più ristretta, comprende le province di Cuneo, Belluno e Trento, con autunno e inverno molto rigidi e con una primavera fredda. Qui la legge non pone alcuna limitazione all’accensione dei termosifoni.

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A cura di: Paola Campanelli
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