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Abolizione del servizio di maggior tutela: le prime reazioni

25/03/2016

Abolizione del servizio di maggior tutela: le prime reazioni

Uno dei nodi da sciogliere per l’approvazione del ddl Concorrenza riguarda le norme che disciplinano l’abrogazione del mercato tutelato per il servizio elettrico. Segugio.it, in tempi non sospetti, aveva già affrontato l'argomento, domandandosi se fosse davvero conveniente eliminarlo.

La riforma interesserà circa 20 milioni di privati cittadini e 4 milioni di piccole aziende che hanno un fatturato annuo non superiore a 10 milioni di euro.

Attualmente i clienti possono scegliere di acquistare energia elettrica sia sul libero mercato che dal servizio assicurato dall’Acquirente unico, la società del gruppo Gse (Gestore dei servizi energetici) a cui viene riservato il ruolo di garante della fornitura a famiglie e imprese.

Nello specifico, l’Acquirente unico acquista energia e la cede alle imprese di vendita al dettaglio, il distributore a sua volta fornisce i clienti del mercato tutelato secondo il tariffario deciso dall’AEEGSI, l'Autorità per l’Energia Elettrica, il Gas e il Sistema Idrico.

L’abolizione del mercato tutelato fa sì che i consumatori debbano decidere a partire dal 2018 se scegliere o meno un fornitore sul libero mercato perché in caso di mancata comunicazione, il cliente si troverebbe a passare nel nuovo servizio di salvaguardia.

Il servizio prevede che le utenze siano assegnate ai fornitori di energia attraverso delle aste, “a condizioni che incentivino il passaggio al mercato libero” (secondo quanto riportato nel ddl). Questa modalità di attribuzione è un campanello d’allarme per le associazioni dei consumatori che temono in futuro prezzi più alti rispetto a quelli praticati dal mercato di maggior tutela (per un approfondimento su come si compone il prezzo finale della bolletta della luce nel servizio di tutela rimandiamo al relativo articolo, pubblicato fra le FAQ - nella sezione Energia Elettrica - di Segugio Tariffe).

In caso di mancato passaggio al libero mercato, il ddl dispone che i clienti restino al gestore che li serve, ovvero nel 74% dei casi a Enel. L’obiezione avanzata in commissione Industria è che questa norma sia contraria a qualsiasi legislazione pro concorrenziale, in quanto favorirebbe le imprese che hanno una posizione dominante sul mercato. Da qui l’emendamento presentato al Senato che mira a scongiurare i possibili aumenti tramite la previsione di procedure d’asta competitive, in modo da offrire le migliori condizioni di vendita a quei cittadini che al 2018 occuperanno ancora il servizio di maggior tutela.

La proposta è di istituire una serie di gare su base regionale organizzate dall’Autority per offrire una nuova forma di fornitura per l’energia elettrica basica. Il prezzo da proporre dovrà essere formato da una componente fissa e da una variabile, che cambia in base alla media trimestrale degli importi per fascia oraria. Stabilito inoltre un tetto massimo di clienti per i gestori non superiore al 50% del totale dei consumatori.

Le variazioni apportate al testo del disegno di legge dovranno essere ora valutate dai relatori del ddl, che hanno tempo fino al momento delle votazioni per accogliere le soluzioni proposte e che si dicono pienamente disponibili a discuterne, dichiarando tra l’altro di essere assolutamente convinti che “favorendo il passaggio al mercato libero, la concorrenza produrrà un abbattimento e non certo un innalzamento dei costi della bolletta”.

Se si vuole iniziare a fare delle valutazioni in merito a quale fornitore scegliere per risparmiare sulla bolletta Segugio.it, infaticabile compagno di ricerche, aiuta il consumatore nel trovare le offerte luce più convenienti sul mercato.

A cura di: Paola Campanelli

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