Tassa di concessione governativa: significato
La tassa di concessione governativa, nota anche come tassa sui cellulari, è un costo mensile applicato agli abbonamenti di telefonia mobile per l’uso delle frequenze. In questa guida scopri importi, categorie esenti e come viene gestita dagli operatori negli abbonamenti.

La tassa sui cellulari, ufficialmente conosciuta come tassa di concessione governativa (TCG), è un costo mensile applicato ai titolari di abbonamenti di telefonia mobile. Introdotta nel 1995, questa tassa è richiesta dallo Stato per l'uso in licenza delle frequenze telefoniche.
A chi si applica e quanto costa
L'importo della tassa varia in base alla tipologia di contratto:
- Privati: 5,16€ al mese.
- Aziende e Partite IVA: 12,91€ al mese, con una deducibilità dell'80% per professionisti e imprese.
Sono esenti dal pagamento:
- I possessori di SIM ricaricabili o contratti solo dati.
- Le persone con invalidità civile, cecità assoluta, sordità o sordomutismo.
La tassa è inclusa nell'abbonamento?
In molti casi, gli operatori telefonici includono il costo della tassa nell'importo mensile degli abbonamenti. Alcune offerte, inoltre, prevedono il rimborso totale o parziale della TCG, permettendo così di risparmiare.
La legittimità della tassa
La tassa di concessione governativa è stata confermata dalla Corte di Cassazione con la sentenza n. 9560 del 2 maggio 2014, che ne ha legittimato l’applicazione anche agli enti locali.
Tassa governativa cellulari abolita: facciamo chiarezza
Nonostante le discussioni sulla sua abolizione, la tassa è ancora in vigore nel 2025. La sua applicazione resta confermata dalla normativa e dalla giurisprudenza, e continua a riguardare gli abbonamenti di telefonia mobile per privati e aziende, con importi differenziati e specifiche categorie di esenzione.