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Spesa per la materia gas naturale

Aggiornato il 26/11/2019

La Spesa per la materia gas naturale comprende gli importi fatturati relativamente alle diverse attività svolte dalle aziende venditrici di metano per l’acquisto e la fornitura del gas naturale al cliente finale. In pratica, è la spesa che si paga per il consumo del gas e per alcuni altri costi relativi alla commercializzazione dello stesso.

Si compone di una quota fissa (espressa in euro/anno) ed una quota energia a consumo (espressa in euro/Smc), ed include le seguenti componenti:

  • Cmem – Componente a copertura dei costi per l’acquisto del gas naturale nei mercati all’ingrosso;
  • CCR – Componente a copertura dei costi che le imprese distributrici di gas devono sostenere per rifornire i clienti e proteggerli dai rischi di forti variazioni dei prezzi dovute a cause esterne;
  • QVD – Quota di Vendita al Dettaglio. È un importo che copre i costi fissi sostenuti dalle imprese di vendita per la gestione commerciale dei clienti;
  • GRAD – Componente di Gradualità. Serve a coprire i costi sostenuti dalle imprese per sostituire i vecchi contratti di acquisto di gas all’ingrosso con contratti adeguati al nuovo metodo di calcolo. Si applica solo per i primi 4 anni dall’entrata in vigore del nuovo metodo (da ottobre 2013 fino a settembre 2017);
  • Cpr – Componente a copertura degli incentivi destinati alle imprese di vendita che rinegoziano i loro contratti di acquisto gas all’ingrosso su un lungo periodo con contratti a scadenza più breve, attualmente più vantaggiosi;

La quota fissa serve a coprire determinati costi che riguardano l'impianto di fornitura anche se questo non è attivo, e non dipendono quindi dal consumo. Devono essere pagati anche se non si brucia neanche un metro cubo di gas.

La spesa per la materia gas naturale è stabilita in modo diverso a seconda della tipologia di mercato in cui ci si trova:

  • Nel mercato di tutela, i prezzi sia fissi che variabili sono stabiliti dall'ARERA su base trimestrale, in rapporto a variabili come l'oscillazione del prezzo della materia prima. Il mercato di tutela è quello in cui si trovano tutti gli utenti che non hanno mai cambiato fornitore dal momento della liberalizzazione del mercato.
  • Nel mercato libero invece i prezzi (anche qui, sia fissi che variabili) dipendono dal singolo gestore, e possono essere più o meno convenienti.
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