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Scambio sul posto

Con l’espressione scambio sul posto (SSP) si indica il servizio che consente di poter compensare l’energia immessa in rete da una fonte di autoproduzione con quella consumata in un secondo momento.

Si tratta in pratica della possibilità di valorizzare l’energia prodotta da un impianto privato o pubblico e non consumata immediatamente; una particolare forma di autoconsumo che sfrutta il sistema elettrico come strumento per l’immagazzinamento.

La compensazione di energia attraverso lo scambio sul posto può avvenire solamente in quegli impianti che mettono a disposizione lo stesso punto di connessione con la rete elettrica sia per la produzione dell’energia che per il consumo.

A disciplinare la regolamentazione dei meccanismi che regolano lo scambio sul posto è l’ARERA, mentre la gestione dal punto di vista economico è affidata al Gestore dei Servizi Energetici (GSE), che riconosce al produttore di energia un contributo finanziario saldato con un acconto in conto scambio su base semestrale e un conguaglio su base annuale.

Per accedere al servizio di scambio sul posto, ogni cliente finale deve quindi rivolgersi al Gestore dei Servizi Energetici compilando il relativo modello unico. Il servizio è disponibile anche per la Pubblica Amministrazione, e in particolare per quelle PA che sono contemporaneamente produttrici e consumatrici di energia anche con impianti posizionati in diversi punti di connessione con la rete pubblica.

Le tipologie di cliente a cui può essere erogato lo scambio sul posto sono quindi due:

  • clienti finali presenti all’interno di un ASSPC, ossia Altro Sistema Semplice di Produzione e Consumo, che sono nello stesso tempo produttori di energia;
  • clienti finali titolari di un insieme di punti di interconnessione con la rete, sia per quanto riguarda l’immissione di energia prodotta che il prelievo per il consumo; si parla in questo caso di “scambio sul posto altrove”.

Ai fini dell'accesso allo scambio sul posto per gli ASSPC si devono verificare una serie di condizioni dettate dal Gestore, tra cui la soglia di potenza massima di produzione degli impianti, che non deve superare i 500 kW.

Ultimo aggiornamento 19/11/2019

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