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Corrente alternata continua

Dopo la scoperta dell’elettricità, e il conseguente aumento della domanda da parte di industrie e attività commerciali, si arrivò ad avere due diverse tecnologie di generazione di corrente e tensione, identificate nella corrente alternata e continua.

Il sistema a essere introdotto per primo fu quello a corrente continua. Brevettato da Thomas Edison nel 1880, riprendeva il funzionamento del primo generatore elettrico inventato da Alessandro Volta nel 1799. In un sistema in corrente continua le cariche elettriche sono costanti e attraversano un conduttore, circolando sempre nello stesso verso. I circuiti di questo tipo sono costituiti da un generatore e un carico, ad esempio una batteria e una lampadina. Il generatore produce energia che viaggia verso il carico, che la assorbe.

L’incremento della richiesta di tensioni sempre maggiori, nonché l’esigenza di trasportare la corrente a distanze superiori, aprirono la strada a una nuova tecnologia, la corrente alternata. Introdotta da Nicola Tesla nel 1888, la corrente alternata permise di conseguire diversi vantaggi:

  • Una distribuzione più rapida, grazie all’utilizzo di trasformatori
  • Un costo inferiore, dato dalla diffusione più veloce
  • Una sicurezza maggiore, dovuta alla presenza di un sistema a tre fasi

Nella corrente alternata l’intensità della corrente prevede un andamento sinusoidale, che in alcuni istanti diventa quindi negativo. Si tratta del tipo di onda che si genera in maniera spontanea quando un magnete viene fatto ruotare all’interno di una spira. Quest’ultimo procedimento costituisce il meccanismo che genera tensione, e perciò corrente.

La corrente, pertanto, si interrompe e si riprende un numero determinato di volte: questo dato viene indicato in Hertz, e rappresenta la cosiddetta frequenza. In Italia, la frequenza a cui viene erogata la corrente è di 50 Hertz, e ciò significa che l’andamento sinusoidale registra 50 interruzioni in un secondo. Negli Stati Uniti, invece, la frequenza è di 60 Hertz.

Oggi, la corrente alternata è quella utilizzata in tutta la rete italiana. Questo tipo di corrente alimenta, ad esempio, priccoli e grandi elettrodomestici. La corrente continua, però, viene comunque utilizzata in determinati campi. Le batterie che si acquistano al supermercato, ad esempio, sono a corrente continua. Anche le batterie delle auto, allo stesso modo, sfruttano questa tecnologia.

Ultimo aggiornamento 20/11/2019

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