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Autorità per l’Energia Elettrica il Gas e il Sistema Idrico: significato

L’Autorità per l’Energia Elettrica il Gas e il Sistema Idrico è stato l'ente designato alla tutela dei consumatori, nonchè al controllo di produttori e distributori. Ecco quali erano le sue caratteristiche essenziali.

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Cos'era l'Autorità per l’Energia Elettrica il Gas e il Sistema Idrico e quali erano i suoi compiti

A partire dal 1 gennaio 2018 l'Autorità per l’Energia Elettrica il Gas e il Sistema Idrico (AEEGSI) ha modificato la sua denominazione in Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA).

L’Autorità per l’Energia Elettrica il Gas e il Sistema Idrico è stato un organismo indipendente istituito per legge nel 1995 con il nome di “Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas” (la vecchia AEEG) allo scopo di tutelare i consumatori, effettuare attività di controllo e promuovere la concorrenza tra le società predisposte alla produzione e distribuzione dell’energia elettrica e del gas naturale. Dal 24 dicembre 2013 all’Autorità furono attribuite anche le competenze in materia di servizi idrici, con conseguente modifica della sua denominazione.

L’AEEGSI era un organo collegiale costituito da un presidente e quattro membri, nominati con decreto dal presidente della Repubblica su suggerimento del Ministero dello Sviluppo Economico, previo parere vincolante dalle Commissioni parlamentari competenti. L’Autorità operava in piena autonomia di giudizio e rimaneva in carica per sette anni. Tra le sue principali competenze vi erano:

  • Verificare la trasparenza delle offerte di mercato,
  • Promuovere la concorrenza a beneficio di tariffe più economiche,
  • Vigilare sulla qualità del servizio di fornitura di energia e gas,
  • Stabilire le tariffe del servizio di maggiore tutela sia per l'energia elettrica che per il gas,
  • Redigere relazioni e documenti ufficiali sullo stato dei servizi,
  • Attuare eventuali attività sanzionatorie nei confronti degli operatori non in regola.

Si trattava, quindi, di un organismo autonomo, indipendente nelle valutazioni e nei giudizi sia rispetto al Parlamento che alle normative dell'Unione Europea. Le risorse necessarie al suo mantenimento non provenivano dallo Stato, ma da un contributo sui ricavi degli operatori sottoposti a regolamentazione. In questo modo veniva garantita l'imparzialità dell'ente, condizione necessaria al suo corretto funzionamento.

Ultimo aggiornamento 25/05/2022

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