Tariffe gas a prezzo fisso o indicizzato: quale conviene?

Tariffe gas a prezzo fisso o indicizzato: quale conviene?Qual è la differenza tra lo scegliere un contratto di fornitura del gas a prezzo fisso o a prezzo indicizzato? Quali sono i fattori da prendere in considerazione in fase di valutazione sulla scelta di una o dell’altra tariffa? Perché non sempre conviene affidarsi alla possibilità di poter controllare i costi in base ai propri consumi? Sono tanti i dubbi davanti ai quali si trovano di fronte gli utenti alla ricerca di una nuova conveniente fornitura per il gas. Non sempre, va detto, si è in grado di prevedere quale possa essere la soluzione migliore, e per cominciare a capire quale può essere la tariffa più conveniente in base alle proprie esigenze è innanzitutto importante conoscere i due diversi tipi di tariffa presenti oggi sul mercato.

Che cos’è il prezzo fisso del gas

Il prezzo fisso (o prezzo bloccato) del gas in bolletta è il costo fisso e invariabile per un determinato arco di tempo della componente di materia prima gas. Il tempo in cui il prezzo non subirà variazioni è stabilito in fase contrattuale, dove viene solitamente fissato in 12, 24 o anche 36 mesi. Al termine dell’accordo, l’operatore proporrà al cliente finale una nuova offerta che potrà rimanere invariata nel prezzo o adeguarsi secondo le logiche del settore; l’utente a questo punto sarà libero di firmare il nuovo accordo o di rivolgersi a qualsiasi altro fornitore di gas presente sul mercato.

Che cos’è il prezzo indicizzato del gas

Il prezzo indicizzato del gas equivale al costo variabile della materia prima gas in bolletta. Scegliendo questa opzione di fornitura il cliente finale paga dunque al fornitore, per ogni singolo metro cubo di gas, un prezzo che può cambiare anche tra una bolletta e l’altra, visto che il costo si adegua di continuo alle oscillazioni del mercato, sia in fase di rialzo e che in quella di ribasso. È bene specificare, ancora una volta, che il prezzo variabile fa riferimento alla sola voce in bolletta relativa alla materia prima gas, in quanto tutte le altre spese – come quelle relative al trasporto del gas o alla gestione del contatore – sono fissate per legge da ARERA, l’Autorità di Regolamentazione per Energia Reti e Ambiente. È stata proprio l’Autorità per l’Energia, recentemente, a stimare di come l’impatto medio percentuale del costo del gas metano in bolletta equivalga a circa il 40% per ogni nucleo familiare.

Prezzo bloccato o prezzo indicizzato del gas. Le differenze

È facile individuare sin da subito qual è quindi la differenza principale tra una tariffa del gas a prezzo fisso e una a prezzo indicizzato; e cioè che, a parità di consumi, nel primo caso il costo da considerare per la materia prima gas sarà sempre lo stesso, mentre nel secondo caso le oscillazioni del mercato contribuiranno a variarlo ogni tre mesi. All’aumento o alla diminuzione della spesa per la materia prima gas nel caso di tariffa a prezzo indicizzato contribuiscono diversi fattori che analizzeremo in seguito.

Qui ci soffermiamo invece nel constatare come la tariffa a prezzo fisso del gas, dal canto suo, non è garanzia di risparmio in bolletta alla fine dell’anno. Se da un lato il cliente finale che ha scelto il prezzo bloccato è infatti tutelato e al riparo da eventuali aumenti del costo del gas all’ingrosso, allo stesso modo la sua bolletta non potrà diminuire nel caso di un ribasso del metano sul mercato. 

Prezzo fisso o indicizzato del gas. A chi conviene

Fatte queste doverose premesse è dunque difficile, se non impossibile, rispondere in modo generico alla domanda se convenga sottoscrivere un contratto di fornitura del gas a prezzo bloccato o a prezzo indicizzato. I fattori da prendere in considerazione prima di optare per una o per l’altra tariffa sono infatti diversi per ogni singolo cliente, che dovrà analizzarli nel dettaglio tenendo conto dei propri consumi e delle modalità di fornitura proposte dall’operatore.

Quel che è certo è invece il fatto che il prezzo fisso rappresenta ancora la migliore e più comoda soluzione per quei clienti poco esperti o che non hanno modo e tempo di seguire l’andamento dei mercati. Di contro, sono oggi molti gli utenti o i responsabili di piccole e grandi aziende che riescono a ottenere il massimo beneficio dalle tariffe a prezzo indicizzato rivolgendosi ogni volta a operatori in grado di offrire la migliore soluzione sul mercato.

Come varia il prezzo indicizzato

Riepilogando: la tariffa a prezzo bloccato fa sì che l’utente possa prevedere con certezza, in base ai propri consumi, la spesa in bolletta relativa alla materia prima gas. Questo tipo di tariffa non consente però di beneficiare di eventuali ribassi sul mercato. Al contrario, il vantaggio del prezzo indicizzato può essere proprio quello di poter sfruttare le oscillazioni sul mercato per risparmiare nel caso di un ribasso del prezzo del gas. Gli utenti finali che intendono scegliere il prezzo indicizzato devono però tener conto anche dei fattori esterni e degli imprevedibili rischi del mercato all’ingrosso che possono comportare inaspettati aumenti in bolletta.

I contratti con tariffa a prezzo indicizzato, come stabilito da ARERA, devono riportare in modo chiaro e inequivocabile il meccanismo di indicizzazione proposto dal fornitore. Allo stesso modo, gli operatori presenti sul mercato sono tenuti a comunicare con chiarezza al cliente anche eventuali sconti, offerte speciali e le loro rispettive scadenze. Il prezzo della materia prima gas dipende da una lunga lista di elementi, a partire dal consumo di metano in Italia e in Europa per arrivare fino al contesto geopolitico dei paesi di provenienza dei gasdotti. Il meccanismo di formazione del prezzo in Italia si verifica nel Punto Virtuale di Scambio (PVS), snodo virtuale in cui avvengono le trattative di compravendita.

Prezzo fisso o indicizzato del gas. Come scegliere

In definitiva, la scelta tra una fornitura di gas a prezzo fisso e una a prezzo indicizzato va valutata dal cliente finale basandosi sui diversi fattori che possono variare da un tipo di utenza all’altra. Prima di optare per la soluzione che si ritiene più congeniale ai propri bisogni è quindi consigliabile di attenersi a qualche semplice regola, provvedendo a:

  • valutare preventivamente il proprio fabbisogno di gas metano e il costo attuale della materia prima;
  • valutare il mercato in modo più dettagliato tenendo conto delle fluttuazioni del prezzo del gas almeno nell’ultimo anno (tutti dati che si trovano facilmente sul sito di ARERA);
  • valutare i costi aggiuntivi previsti nel contratto del fornitore per evitare di ritrovarsi spiacevoli sorprese in bolletta;
  • confrontare le tariffe proposte dai diversi operatori presenti sul mercato con il comodo comparatore di offerte per la fornitura di gas messo a disposizione da Segugio.it.

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