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Quali sono i principali utilizzi del gas naturale?

Il gas naturale è una risorsa essenziale per la vita quotidiana, in quanto largamente impiegato nell’ambiente domestico per la cucina e per il riscaldamento. Il suo componente primario è il metano. Il metano ha la proprietà di essere impalpabile e non avere colore. Il suo distintivo cattivo odore è causato da sostanze chimiche (i mercaptani), che sono aggiunte per permettere di identificare velocemente le fughe di gas.

Al suo interno, al di là della componente principale che è il metano, ci sono anche etano, propano, butano, benché in quantità inferiori. La qualità del gas naturale influenza il calore prodotto; solitamente viene calcolato in 10,6 kWh. È chiaro che si tratta di valori puramente orientativi, che variano a seconda del fornitore.

A partire dagli anni Trenta, attraverso il processo della combustione, il gas è divenuto una delle fonti di energia più diffuse. Il gas è utilizzato comunemente nelle abitazioni per cucinare, per il riscaldamento dell’acqua, per riscaldare e climatizzare gli ambienti interni. Inoltre il gas è impiegato nelle attività commerciali e nei siti produttivi e industriali.

Dai fornelli alle quattro ruote

Uno dei principali utilizzi del gas naturale è quello relativo alla sua funzione di combustibile per il riscaldamento, la preparazione del cibo e per produrre energia elettrica. Non sono poche oggi le centrali termoelettriche che risultano operative grazie al gas. In questi casi il combustibile viene consumato automaticamente nelle turbine a combustione interna.

Sovente il calore usato per produrre energia viene impiegato per il riscaldamento della centrale elettrica e di edifici posti nelle vicinanze. Inoltre, il gas naturale viene utilizzato come carburante alternativo per la propria auto. Una scelta economica, sicura ed ecologica: il metano assicura, infatti, un maggiore risparmio, alti standard di sicurezza e una riduzione dell’inquinamento.

A dimostrazione di ciò, sono tanti i Comuni italiani che hanno optato per questo tipo di carburante anche per autobus cittadini e per gli scuolabus, che fanno la spola tra un istituto e l’altro. Un pieno di metano su un’auto di media cilindrata ha un costo di 12 euro circa e consente di percorrere circa 300 chilometri.

Le particolari caratteristiche del gas metano fanno sì che sia adatto pure per un uso motoristico. Sin dagli anni '30 in Italia, in realtà, il metano viene usato come carburante ad uso autotrazione. Nel caso di incidenti stradali con fuoriuscite di prodotto da apparecchiature, motore o serbatoio, il metano tende a volatilizzarsi subito, eliminando l'eventuale rischio di incendio. A differenza di altri carburanti, vanta il punto di infiammabilità più alto. Il gas naturale, infine, viene lavorato per la realizzazione del noto Gpl, carburante specifico di alcune auto, che ha un prezzo più basso rispetto alla benzina.

Il gas metano, data la sua composizione chimica, risulta ricco d'idrogeno. Assenti invece benzene, piombo e composti di zolfo. Se per alcuni viene considerato più rispettoso dell'ecosistema rispetto ad altri combustibili, c’è da dire che la sua combustione crea comunque gas serra, che è responsabile del surriscaldamento del pianeta.

Il costo del gas nel servizio di tutela e nel mercato libero

L’unità di misura del gas naturale è lo standard metro cubo (Smc), che equivale alla quantità di gas necessaria ad occupare il volume racchiuso da un cubo con gli spigoli lunghi un metro alle condizioni di temperatura e pressione standard. La combustione di uno standard metro cubo di gas naturale genera circa 10,6 kWh, dove il kWh misura una certa quantità di energia.

Il prezzo del gas metano nel mercato di tutela è disciplinato dall'ARERA (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente) e cambia ogni tre mesi. Nel trimestre corrente (dal 1° gennaio al 31 marzo 2020) il prezzo del gas regolamento dall’Autorità è di 0,200667 euro/Smc. Registrato un aumento del 3% rispetto al trimestre precedente; nel quarto trimestre del 2019 il prezzo del gas era pari a 0,194938.

Non vale la stessa regola per il mercato libero: il costo della materia prima del gas viene scelto in maniera autonoma da ogni fornitore e può dunque cambiare pure tra le varie promozioni dello stesso fornitore a seconda dei servizi offerti.

Cambia, a seconda che si tratti di mercato di maggiore tutela o di mercato libero, pure il prezzo dell’energia elettrica a kilowattora. Nel primo caso è l’ARERA a definire le condizioni di natura economica e contrattuale ogni tre mesi, fissando sia il prezzo a kilowattora per l’offerta luce monoraria che per quella bioraria.

Nel trimestre attuale, ossia da gennaio a marzo 2020, la tariffa luce con fascia unica ha un costo di 0,06530 euro/kWh. Per la tariffa luce bioraria, il cui prezzo varia in base alla fascia oraria in cui l'energia elettrica viene usata, nel trimestre attuale l'Autorità ha fissato un costo della luce pari a:

  • 0,07104 euro/kWh in Fascia F1 (dal lunedì al venerdì dalle 8:00 alle 19:00, festività nazionali escluse);
  • 0,06237 euro/kWh in Fascia F2 (dal lunedì al venerdì dalle 7:00 alle 8:00 e dalle 19:00 alle 23:00 e il sabato dalle 7:00 alle 23:00, festività nazionali escluse);
  • 0,06237 euro/kWh in Fascia F3 (ore notturne, cioè domenica e festivi: dal lunedì al sabato dalle 23:00 alle 7:00, e la domenica e i festivi tutta la giornata)

Nonostante il trasporto del gas naturale sia relativamente economico, il trasferimento di questa risorsa risulta problematico, in quanto i gasdotti non sono adatti per l’attraversamento di oceani. Inoltre, quando vi sono più Stati coinvolti, il trasporto potrebbe essere interrotto, per esempio, per motivi politici. In Italia la distribuzione di gas naturale è stata completamente revisionata in termini di normative dall’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente durante la liberalizzazione del mercato del gas dal 1° gennaio 2003.

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