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Quali sono i costi per attivare la fornitura elettrica?

I costi per attivare la fornitura elettrica variano a seconda che il proprio fornitore operi nel mercato libero o in quello tutelato

Nel mercato tutelato, detto anche Servizio di Maggior Tutela, i costi sono gli stessi per qualunque azienda e sono composti da:

  • un contributo fisso pari a 23 €;
  • un contributo per oneri amministrativi pari a 27,03 €;
  • un'imposta di bollo da 16 €;
  • un deposito cauzionale che verrà poi restituito alla chiusura del contratto e che ha un ammontare massimo stabilito per legge di 11,50 € per ogni kW di potenza del contatore. Per le utenze domestiche, che hanno in genere una potenza di 3 kW, sarà di 34,50 €. Tuttavia il deposito non è previsto se si sceglie come modalità di pagamento la domiciliazione bancaria.

Al momento dell'attivazione di una fornitura luce nel Servizio di Maggior Tutela, quindi, sarà necessario pagare un costo di circa 67 €, più il deposito cauzionale.

Vediamo invece quali sono i costi per attivare una fornitura elettrica nel mercato libero. Bisogna subito dire che nel mercato libero i fornitori possono scegliere quali costi applicare e quali non applicare, sulla base di quanto stabilito dal contratto e della presenza di eventuali promozioni.
Di solito, però, i costi sono:

  • un contributo per oneri amministrativi pari a 27,03 €;
  • una quota relativa alle spese di commercializzazione, che può variare dai 20 ai 60 €;
  • l'eventuale imposta di bollo da 16 €;
  • l'eventuale deposito cauzionale. Anche qui, il deposito non viene richiesto quando si sceglie la domiciliazione bancaria.

Quando bisogna pagare per l'attivazione del contatore della luce?

L'attivazione del contatore luce è richiesta in ogni occasione in cui il contatore sia stato disattivato per un certo periodo di tempo, ad esempio perché ci si trasferisce in una casa che per un certo tempo è stata disabitata, e in cui l'inquilino precedente aveva chiuso il contatore. È necessario quindi fare un nuovo contratto di fornitura. Il termine che si usa per indicare questa operazione è subentro.

Invece, quando non è necessario aprire un nuovo contratto ma c'è semplicemente un passaggio di intestatario su quello esistente si parla di voltura. Segnaliamo però che è necessario pagare dei costi di attivazione in entrambi i casi, sia che sia necessario fare un subentro e sia per una voltura.

Perché tra i costi per attivare la fornitura elettrica c'è il deposito cauzionale?

Le società di fornitura dell'energia – sia luce che gas – tendono a proteggersi dall'eventualità che i loro clienti non paghino le bollette. Ed è per questo che richiedono un deposito cauzionale al momento dell'apertura di un nuovo contratto. In questo modo potranno attingere dal deposito per rifarsi del mancato pagamento delle bollette.

Tuttavia, tale deposito non è richiesto quando si seleziona come metodo di pagamento la domiciliazione bancaria. Infatti in questo caso il pagamento della bolletta viene effettuato dalla banca, che riceve una delega dal cliente per prelevare quanto dovuto al fornitore direttamente dal suo conto corrente. Il pagamento delle bollette è dunque assicurato, a meno che il cliente non decida di revocare tale domiciliazione.

Come si fa a ridurre i costi di attivazione del contatore luce?

Che si scelga come fornitore Sorgenia, Edison, Eni Gas e Luce, Enel, l'attivazione di un nuovo contratto prevede sempre dei costi. Tuttavia è possibile intraprendere alcune azioni per ridurre tali spese:

  • Trovare un'offerta speciale che preveda la riduzione dei costi di attivazione del contatore luce. Qui su Segugio.it proponiamo un elenco aggiornato con le migliori promozioni del momento, per permetterti di essere sempre al passo con le ultime occasioni di risparmio. E se vuoi un preventivo personalizzato sulla base delle tue specifiche esigenze, non dovrai fare altro che utilizzare il nostro apposito strumento e scoprire quanto puoi risparmiare.
  • Selezionare la domiciliazione bancaria come metodo di pagamento. Come abbiamo detto, molti fornitori applicano degli sconti o quantomeno non richiedono il deposito cauzionale a chi sceglie di pagare le bollette tramite domiciliazione bancaria, dato che questo per loro rappresenta una sicurezza in più. Attivare questo metodo di pagamento è facilissimo: basta comunicare la propria intenzione al fornitore luce, insieme all'IBAN del proprio conto corrente. Sarà la compagnia elettrica a occuparsi delle pratiche burocratiche.

La differenza tra mercato libero e mercato tutelato

Prima di scegliere un nuovo fornitore luce, è bene che tu conosca la principale linea di demarcazione che divide le compagnie che operano nel mercato italiano: quello tra il mercato libero e il mercato tutelato.

Il mercato tutelato, detto anche Servizio di Maggior Tutela, è un mercato nel quale operano delle aziende private, i cui prezzi e le cui offerte sono però stabilite dall'Autorità di Regolamentazione Reti Energia e Ambiente (ARERA). I prezzi sono aggiornati su base trimestrale, a partire dal costo della materia prima energia. I contratti di fornitura sono semplici, senza servizi aggiuntivi che esulino dalla semplice fornitura. 

Il Servizio di Maggior Tutela è la tipologia di mercato a cui appartengono di default tutti coloro che al momento della liberalizzazione del mercato dell'energia non hanno scelto un nuovo fornitore. Chi, insomma, non ha compiuto alcuna azione per passare dalla “vecchia Enel” a un'altra azienda, è passato direttamente al Servizio di Maggior Tutela con il fornitore elettrico incaricato per la propria area territoriale. 

Nel mercato libero invece gli operatori possono decidere i prezzi da applicare, le tipologie di servizi aggiuntivi da offrire e le eventuali offerte speciali, con ad esempio degli sconti sui costi di attivazione del contatore. Al momento della liberalizzazione del mercato, però, il governo ha ritenuto di dover tutelare i consumatori più vulnerabili, come ad esempio gli anziani, da un sistema di offerte libere e non sempre facili da interpretare. Ecco perché ha istituito il mercato tutelato.

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