Posso recedere da un contratto gas?

Posso recedere da un contratto gas?

È possibile recedere da un contratto gas. Il diritto di recesso può essere esercitato sia quando si cambia fornitore sia quando si disattiva il punto di prelievo. Hanno tale diritto coloro che hanno utenze attive nel mercato libero e anche in quello tutelato.

La comunicazione di recesso va inviata mediante raccomandata, secondo quanto stabilito nel contratto di fornitura e in base alle modalità che consentono di accertare la reale ricezione della comunicazione di recesso. Nel caso di cambio di fornitore, il cliente non dovrà inviare però alcuna raccomandata. Sarà necessario in questo caso l’invio di una comunicazione scritta dal nuovo al precedente venditore, che dichiara l’intenzione del consumatore di recedere dal contratto.

In tali casi, pertanto, il venditore uscente deve considerare nulla un'eventuale comunicazione di recesso per cambio venditore ricevuta direttamente dal cliente finale.

Le tempistiche per recedere da un contratto gas

L’utente deve rispettare i giorni di preavviso stabiliti contrattualmente. Fino a poco fa le tempistiche per la cessazione del contratto erano pari a 30 giorni. L’ARERA ha poi ridotto a tre settimane i tempi per il cambio di gestore mediante delibera 302/2016/R/COM di gennaio 2017.

Il nuovo fornitore deve trasmettere la comunicazione del recesso a quello precedente entro il 10 del mese precedente l’avvio della nuova fornitura. Se il cambio venditore è atteso per il primo febbraio, il recesso deve essere comunicato entro il 10 di gennaio.

Se, invece, il cliente chiede di recedere da un contratto per cessare la fornitura, senza voler cambiare fornitore, il termine di preavviso con cui comunicare tale decisione al proprio gestore non può essere superiore a un mese. La richiesta di recesso va fatta direttamente dal cliente finale.

I documenti necessari per recedere da un contratto gas

Per procedere alla cessazione di un contratto, è bene accertarsi di essere in possesso di determinati dati e documenti:

  • Dati personali: codice fiscale, carta d’identità dell’intestatario del contratto
  • Il codice cliente presente sulla bolletta
  • Codice PDR
  • L’autolettura del contatore
  • L’indirizzo di recapito della fattura di conguaglio finale
  • Il giorno nel quale deve essere verosimilmente disattivata la fornitura

Se si registrano ritardi nella disattivazione della fornitura del gas per responsabilità attribuite al distributore e l’operazione si verifica oltre il tempo stabilito, il cliente - che possiede un contatore fino alla classe G6 - ha diritto a ricevere un indennizzo automatico di 35 euro.

Il fornitore ha diritto di recesso?

Anche il fornitore ha diritto di recesso. Ciò può avvenire nel caso si tratti di una società di vendita che opera nel mercato libero. Non vale la stessa regola nel servizio di tutela.

In questi casi il fornitore informa il cliente finale, mediante una comunicazione scritta e in base a quanto previsto dal contratto, del suo diritto di recesso. L’avviso va inviato con un preavviso di almeno sei mesi, mediante una modalità che consente al gestore di accertare la reale ricezione della comunicazione da parte del cliente finale. Il termine di preavviso ha validità a partire dalla data in cui il cliente finale ha ricevuto la comunicazione di recesso.

Diritto di recesso o diritto di ripensamento?

Il diritto di recesso non va confuso con il diritto di ripensamento. Si fa riferimento a quest’ultimo caso quando un cliente magari ha stipulato un contratto per il gas e si è poi reso conto che l’offerta non è più adatta alle proprie esigenze. Ha così 14 giorni per annullare il contratto. Il diritto di ripensamento consente, infatti, al cliente finale di annullare il contratto senza oneri, né motivazioni.

I 14 giorni si calcolano dalla data in cui è stato emesso il contratto. L’istanza del cliente va effettuata direttamente al fornitore mediante fax, raccomandata o anche posta elettronica certificata; nella richiesta va espressa la volontà di voler annullare il contratto.

Il diritto di recesso della fornitura del gas appartiene, invece, a qualsiasi cliente al di là del luogo o del modo con cui è stato stipulato il contratto. Il termine di preavviso non può mai andare oltre un mese; la comunicazione va inoltrata al fornitore.

La disattivazione della fornitura del gas su richiesta del cliente viene calcolata in base ad un prezzario stabilito dalla concessione che disciplina il servizio di distribuzione. Il prezzo viene reso pubblico dal distributore.

Sospensione della fornitura del gas senza preavviso: quando?

Ci sono casi in cui la fornitura del gas può anche essere sospesa senza preavviso e senza morosità. Vi elenchiamo alcuni esempi:

  • Se viene accertata un’appropriazione fraudolenta di gas come nel caso di un furto
  • Se viene accertata una manomissione e una rottura dei sigilli del contatore
  • Se l'uso degli impianti non risulta conforme a quanto previsto dal contratto di vendita
  • Se c'è garanzia per la pubblica incolumità nel caso di dispersioni di gas

Nel caso in cui la fornitura del gas venga sospesa per un potenziale pericolo, quale può essere una fuga di gas, bisogna presentare una richiesta al distributore per la riattivazione. In tale documento va attestata la messa a norma dell’impianto.

La fornitura deve essere riattivata in massimo due giorni feriali da quado il venditore ha ricevuto la conferma della messa in sicurezza dell’impianto. Se per motivi attribuibili al distributore, la fornitura non viene riattivata nei tempi previsti, il cliente potrà ricevere un indennizzo di 30 euro qualora fosse dotato di un contatore fino alla classe G6.

Un contratto può essere disdetto anche sul web mediante raccomandata online. Oggi ogni fornitore presenta sul proprio sito internet la documentazione per inoltrare la disdetta. I clienti possono dunque gestire anche queste situazioni da casa: basterà collegarsi alla pagina con un computer o con un altro dispositivo.

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