Cosa si intende per attivazione della fornitura del gas?

Cosa si intende per attivazione della fornitura del gas?

L’attivazione della fornitura di gas è la procedura fondamentale per poter usufruire dell’erogazione del gas per la propria utenza domestica e non va confusa con l’allacciamento dell’impianto, altra operazione che consiste invece nell’installazione del contatore che collega l’utenza alla rete di distribuzione.

Attivazione della fornitura di gas. I tempi

L’attivazione della fornitura di gas avviene dunque a valle dell'allacciamento dell'impianto domestico alla rete locale di distribuzione ed è quell’intervento che consente al cliente di prelevare gas dalla rete per utilizzarlo nel proprio impianto. La fornitura viene attivata dal distributore locale entro 10 giorni lavorativi dal momento in cui riceve la domanda inviata dal venditore per conto del cliente finale.

Il tempo che intercorre tra la richiesta di attivazione e l’erogazione della fornitura dipende dall’esito dell’accertamento documentale, ovvero dalla verifica del distributore di tutta la documentazione tecnica che serve ad accertare se l’impianto è stato installato nel rispetto delle vigenti norme.

Se l'esito dell'accertamento è positivo, il distributore deve attivare la fornitura entro 10 giorni lavorativi dal giorno in cui ha ricevuto la documentazione richiesta. Nel caso in cui i documenti siano incompleti, il distributore solleciterà il cliente ad integrarli entro 30 giorni lavorativi (pena l'annullamento della richiesta).

Nel caso in cui l’accertamento avesse esito negativo a causa della non conformità dell’impianto con le norme tecniche vigenti, il distributore inviterà il cliente ad effettuare gli adeguamenti necessari e a presentare una nuova richiesta di attivazione.

Se per cause dipendenti dal distributore la fornitura non viene attivata nei tempi indicati, l’utente finale con contatore domestico ha diritto ad un risarcimento che varia dai 35 euro, se la prestazione viene eseguita entro il doppio del periodo stabilito, ai 70 o 105 euro, se l’attivazione viene eseguita rispettivamente entro il triplo e oltre il triplo del tempo stabilito.

Attivazione della fornitura di gas. I documenti

Per effettuare l'attivazione della fornitura di gas è necessario farne richiesta al fornitore gas con cui si è stipulato il contratto. Sarà lo stesso fornitore a delegare la realizzazione dell’impianto ad un installatore qualificato e in possesso di tutti i requisiti tecnici previsti per legge.

Quando un cliente fa richiesta di attivazione di una fornitura di gas, riceve dalla società di vendita alcuni documenti tra cui devono comparire obbligatoriamente:

  • l’allegato G/40: è il documento contenente tutte le informazioni riguardanti la richiesta di attivazione della fornitura;
  • l’allegato H/40: va completato a cura del cliente e vale come conferma della richiesta di attivazione della fornitura;
  • l’allegato I/40: va compilato e firmato dall’installatore che ha realizzato l’impianto e corrisponde all’attestazione di corretta esecuzione dell’impianto.

Tutti i documenti devono essere trasmessi al distributore della zona di riferimento entro 120 giorni, pena l’annullamento della richiesta.

Attivazione della fornitura di gas. I costi

Attivare una nuova fornitura di gas ha dei costi che, quando previsti, vengono addebitati all’utente sulla prima fattura utile.

Tra questi compare la spesa relativa all’accertamento documentale; si tratta di un importo che può variare in base alla portata termica dell’impianto nel suo complesso e che per gli utenti domestici, quelli con impianti di portata termica complessiva fino a 35 kW, è pari a 47 euro.

Il costo da corrispondere al distributore per il contatore è invece pari a 30 euro per contatori con classe fino a G6 e di 45 euro per contatori più grandi.

È bene tener presente che i costi totali per l’attivazione di una nuova fornitura o per le operazioni di subentro e voltura su un contatore già esistente possono variare in base ad eventuali offerte commerciali proposte dai diversi fornitori.

Prima di scegliere a chi affidare la propria utenza è consigliabile quindi valutare nel dettaglio la lista delle migliori offerte per la fornitura di gas disponibile in ogni momento su questo stesso sito.

Fornitura di gas in caso di voltura o subentro

La voltura e il subentro sono due diverse procedure che si rendono necessarie in determinati casi per poter accedere ad una nuova fornitura di gas o di luce. La voltura, più nel dettaglio, è una procedura da attivare con il proprio gestore quando nell’abitazione è già presente una fornitura attiva, ma si ha bisogno di cambiare intestazione al contratto. Il subentro, invece, presuppone già la presenza di un contatore installato, ma disattivato dal precedente intestatario del contratto di fornitura.

Nel caso del subentro, la riattivazione del contatore comporta una spesa in parte fissa e in parte variabile da un operatore all’altro. Il contributo fisso per le spese amministrative è pari a 27,03 euro, a cui andranno aggiunti i costi variabili che riguardano la gestione della pratica ed eventuali depositi cauzionali.

La voltura è invece del tutto gratuita quando viene effettuata “con accollo”, e cioè quando il nuovo intestatario della fornitura accetta in toto le condizioni contrattuali firmate dall’utente precedente e si limita solo al cambio di intestazione sul contratto e relative bollette. La scelta di procedere ad una voltura con accollo comporta però la regolarizzazione con il fornitore di eventuali situazioni pendenti, nel caso in cui il vecchio intestatario non abbia provveduto al pagamento delle ultime bollette.

Per procedere ad una voltura dell’utenze di luce e gas è necessario conoscere in principio il nome del relativo fornitore. Per saperne di più a riguardo è disponibile sul sito di Segugio.it la risposta alla domanda Come conoscere il proprio fornitore di luce e gas?


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