Cosa fare in caso di problemi al contatore?

Cosa fare in caso di problemi al contatore?Il contatore è lo strumento che permette di misurare la quantità di energia elettrica o di gas che viene impiegata da una specifica utenza.

Attualmente, questi terminali sono di tipo elettronico, e hanno il vantaggio non solo di poter effettuare la lettura da remoto, ma anche di riportare un maggior numero di informazioni utili, come ad esempio il codice POD o il codice PDR. Come tutti i dispositivi, anche i contatori possono essere soggetti a guasti o a malfunzionamenti che ne possono impedire o alterare le rilevazioni.

I principali guasti

Tra i principali problemi riscontrati dagli utenti troviamo l’errata segnalazione dei consumi e il display che non si accende. Un altro disagio potrebbe essere legato al funzionamento dell’orologio o del calendario del contatore. In tutti i casi il consumatore può richiedere la verifica del contatore, ma prima di procedere è bene accertarsi che il problema al terminale non sia causato da una sospensione della fornitura, magari a causa del mancato pagamento delle bollette.

Escluso questo tipo di situazione, il cliente potrà inoltrare la richiesta di verifica al venditore con cui ha stipulato il contratto di fornitura: il gestore avrà due giorni di tempo per girare la segnalazione alla società di distribuzione che opera su quel territorio, che dovrà intervenire entro 15 giorni lavorativi.

La verifica prevede un costo per l’utente solo se l’esito del controllo risulta negativo, quindi solo se l’apparecchio funziona correttamente. In questo caso, la spesa ammonta in media a 60/70 euro e deve essere comunicata dal venditore al momento della richiesta, dando dunque la possibilità di scegliere se proseguire con la verifica o interrompere la procedura.

Il risultato del controllo viene riferito al cliente finale entro due giorni lavorativi. Se dalla verifica tecnica emerge il malfunzionamento del dispositivo, allora il contatore sarà sostituito entro 15 giorni lavorativi. Il cambio avviene gratuitamente; toccherà al distributore ricostruire i consumi reali del cliente.

Contatore difettoso: via alla sostituzione

Prima di contattare il fornitore, è opportuno verificare che realmente ci sia un problema al contatore e che tale guasto non sia riconducibile ad altro. Può, infatti, anche succedere che il contatore elettrico non funzioni correttamente per un problema all’impianto elettrico. In quel caso bisognerà contattare un elettricista privato.

Se il contatore è rotto, possono verificarsi simili episodi:

  • In casa non c’è corrente elettrica
  • Il contatore risulta spento e non si accende
  • Il display del contatore è rotto. Non è possibile leggere i numeri
  • Sul display del contatore viene riscontrata un’anomalia. Talvolta può trattarsi anche solo di un problema relativo alla telelettura o anche al disallineamento dell'orologio
  • L'interruttore della luce risulta bloccato

Se capita che ad esempio che il contatore stacchi l’energia in casa e che l’interruttore differenziale del quadro elettrico non si alzi più, è possibile che il problema sia relativo alla rete elettrica di casa. Non è raro che possa trattarsi di un corto circuito. Ecco allora che bisognerà accertarsi – prima di contattare il fornitore - del fatto che non sia l’impianto elettrico privato o un apparecchio presente in casa ad avere un problema e che non abbiano sospeso la fornitura di energia a causa di un mancato pagamento della bolletta.

Il contatore può inoltre anche scattare perché è stata superata la potenza disponibile: in tale circostanza basterà disattivare l’elettrodomestico e far partire il contatore.

L’eventuale sostituzione del contatore sarà a carico del distributore, mentre il cliente non sosterrà alcuna spesa aggiuntiva in bolletta o costo riguardante l’onorario del tecnico che effettua l’intervento. Il contatore sarà sostituito entro 15 giorni dalla comunicazione della verifica. Ne occorrono solitamente 10 di giorni per sostituire un contatore del gas.

Una volta effettuato il cambio, sarà sempre il distributore a conteggiare i consumi avvenuti nel periodo di malfunzionamento. L'ARERA (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente) ha stabilito che nei casi in cui non sarà possibile individuare la data di rottura del contatore, si farà riferimento ai consumi che sono stati rilevati nei 12 mesi precedenti a partire dalla data di segnalazione del guasto.

La documentazione relativa al conteggio dei consumi sarà inviata al cliente entro due mesi dalla sostituzione del terminale. Qualora la quantità di kilowattora o di metri cubi addebitata sia giudicata dallo stesso consumatore troppo elevata, potrà essere contestata inoltrando un reclamo entro 30 giorni dalla data in cui si riceve il conteggio di tali consumi.

In alcuni casi, quando il dispositivo non è riparabile, bisogna dunque procedere con la sostituzione immediata del contatore malfunzionante. In questi casi, al consumatore tocca firmare un verbale ed accettare la lettura dei consumi. Sullo stesso documento va indicata la percentuale di errore del contatore guasto che viene calcolata mediante un apparecchio. Il cliente deve sempre richiedere la copia del verbale di verifica, in quanto servirà in caso di contestazione della ricostruzione.

In tema di consumi e relativi costi, è sempre possibile cercare una tariffa luce o gas più conveniente dell'attuale, semplicemente confrontando le offerte fra loro, facendo un preventivo su Segugio.it.

Il ripristino della fornitura

In seguito ad un guasto bisogna richiedere il ripristino della fornitura che è stata interrotta. Il distributore può procedere in tre ore se la richiesta è stata inoltrata di giorno. Il ripristino della fornitura interrotta avviene in 4 ore se l’istanza è stata effettuata di sera o di notte.

Nel caso di ritardi, è possibile ottenere pure un rimborso. Parliamo di 35 euro se il ripristino avviene entro il doppio del tempo stabilito; l’indennizzo è di 70 euro se i tempi si sono triplicati.

Sostituzione obbligatoria: quando?

A partire dal 2000 è partita la sostituzione dei contatori meccanici che hanno ceduto il posto a quelli elettronici. Si tratta di un cambio obbligatorio, in quanto legato ai principi dell’efficienza energetica. I clienti, mediante questi dispositivi, possono infatti rendersi conto degli effettivi consumi di energia elettrica e migliorare il proprio comportamento.

La sostituzione è gratuita; il cliente viene avvisato dal distributore con una comunicazione. Il cambio del contatore non può infatti avvenire senza preavviso. Il cliente non può rifiutare la sostituzione, in quanto il contatore risulta di proprietà del distributore. È importante verificare sempre che il tecnico sia munito di tesserino di riconoscimento.


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