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Come si richiede e quanto costa il subentro luce?

Aggiornato gennaio 2020

Puoi richiedere il subentro luce ad un fornitore di energia in vari modi: tramite operatore telefonico, via e-mail oppure attraverso la firma elettronica. Il costo del subentro luce varia se si tratta di mercato tutelato o mercato libero. Per quanto riguarda il mercato tutelato il costo è di 67 euro mentre per il mercato libero i costi sono: 27,03 euro di contributo fisso che riguardano gli oneri amministrativi e una quota che dipende dal fornitore e varia dai 20 euro ai 60 euro.

Hai deciso di prendere in affitto un appartamento ma ti sei reso conto che non c’è la luce. Come fare per riattivare l’energia elettrica? Quali sono i costi e le tempistiche di attivazione?
Ecco le risposte ai tuoi dubbi su come richiedere un subentro luce in modo semplice e rapido:

  • Cosa s’intende con subentro luce
  • Qual è la differenza tra voltura e subentro della luce
  • Di quali documenti hai bisogno per richiedere il subentro della luce
  • Come sottoscrivere un nuovo contratto
  • In quanto tempo è possibile il subentro della luce
  • Quanto costa il subentro della luce

Cosa s’intende con subentro luce

Con il termine subentro luce s’intende la riattivazione della fornitura di energia elettrica da parte di un nuovo cliente dopo che i precedenti inquilini o proprietari avevano disattivato il contatore per un determinato periodo di tempo. La casa dove si andrà ad abitare, quindi, è stata per una determinata durata senza energia elettrica e per attivarla nuovamente è necessario fare un nuovo contratto.

Nel linguaggio comune il subentro viene spesso confuso con il termine voltura.

Qual è la differenza tra voltura e subentro della luce

La voltura del contratto consiste nel cambio di nominativo dell’intestatario dell’utenza. In questo specifico caso il servizio di fornitura di energia elettrica non viene interrotto per un determinato periodo di tempo, come invece avviene nel caso del subentro, ma si cambia solo il soggetto a cui è intestato il nuovo contratto. Quando un inquilino lascia un’abitazione può decidere di chiudere il servizio e in questo caso il nuovo affittuario dovrà in seguito fare il subentro, oppure, far sì che il nuovo affittuario chieda la voltura.

La distinzione tra subentro e voltura è utile da sapere non solo perché le due modalità di intervento sono diverse, ma anche in termini di costi. Infatti, c’è una notevole differenza nel caso in cui parliamo di bollette insolute. Ebbene sì, è utile sapere che il nuovo affittuario, in caso di subentro, non deve pagare le bollette non versate dal precedente inquilino, mentre, in caso di voltura i consumi non liquidati dal vecchio ricadono sul nuovo.

Dopo questa breve introduzione sulla differenza tra voltura e subentro, entriamo nel dettaglio di quest’ultima pratica.

Di quali documenti hai bisogno per richiedere il subentro della luce

I dati che dovrai avere a disposizione per contattare il fornitore dell’energia elettrica e avere, finalmente, la luce nella tua nuova abitazione sono:

  • dati dell’intestatario del contratto;
  • indirizzo;
  • codici POD;
  • potenza impegnata in kW;
  • codice IBAN nel caso tu decida di pagare direttamente con il tuo conto in banca

I dati dell’intestatario del contratto, cioè i tuoi se sei il nuovo inquilino, sono: codice fiscale, carta d’identità, numero di telefono e indirizzo e-mail. Gli indirizzi sono quelli di residenza e quello per il recapito delle fatture. Il codice POD deve essere richiesto al vecchio inquilino, si trova in una delle bollette della luce. Oppure si può fornire il numero del cliente che è presente nel contatore. Per quanto riguarda la potenza puoi scegliere se avere la stessa del vecchio contratto oppure aumentarla o diminuirla. Il codice IBAN, infine, è un’opzione per potere pagare le bollette in automatico ma puoi scegliere anche altre modalità.

Come sottoscrivere un nuovo contratto

Una volta in possesso di tutti documenti e dati utili puoi attivare la fornitura di energia elettrica scegliendo il servizio e la compagnia più adatta alle tue esigenze. Quali sono le tipologie più utilizzate per fare il subentro luce?

Sono principalmente tre:

  • operatore telefonico
  • e-mail
  • firma elettronica

Se si decide di optare per la sottoscrizione con un operatore telefonico, questa modalità prevede la registrazione della telefonata che intercorre tre te e l’operatore del fornitore di energia elettrica scelto e la conferma dei dati che hai lasciato.

Se scegli l’opzione via e-mail, invece, dovrai firmare tutti i documenti contrattuali e inviarli nuovamente alla compagnia fornitrice scelta via posta elettronica.

Infine la modalità con firma elettronica prevede che il nuovo cliente fornisca alla compagnia energetica scelta per il subentro l’indirizzo e-mail e il numero di telefono cellulare. Riceverai, quindi, una password che ti servirà per firmare il contratto elettronicamente con semplicità e rapidità.

In quanto tempo è possibile il subentro della luce

Ma quanto tempo ci vuole per riattivare il contatore e avere finalmente la luce nella nostra abitazione? Il garante stabilisce che il tutto deve avvenire in 7 giorni lavorativi, ossia il fornitore del servizio deve in 2 giorni lavorativi contattare il distributore, che a sua volta ha 5 giorni lavorativi per attivare il contatore e far arrivare finalmente l’energia elettrica nell’abitazione. Nel caso in cui questi tempi si dilatino per problematiche relative sia al fornitore sia al distributore, il cliente ha diritto a un risarcimento. Se gli impedimenti superano la settimana, ci sono degli importi prestabiliti che salgono via via in proporzione al ritardo accumulato. Si parte dai 35 euro di risarcimento minino sino ai 150 euro per tempi più lunghi.

Quanto costa il subentro della luce

Ma cerchiamo di comprendere meglio quali sono i costi per il subentro della luce.
È utile sapere che variano se parliamo di mercato tutelato o mercato libero. Per quanto riguarda il mercato tutelato il costo è di 67 euro ed così ripartito: 27,03 euro di oneri amministrativi, 23 euro come contributo fisso, 16 euro l’imposta di bollo. Potrebbe esserci in più anche un deposito cauzionale. Per quanto riguarda invece il mercato libero i costi sono: 27,03 euro di contributo fisso che riguardano gli oneri amministrativi e una quota che dipende dal fornitore e varia dai 20 euro ai 60 euro.

Con la liberalizzazione dei mercati energetici è possibile trovare offerte luce di vari tipi sempre più convenienti ed efficienti. È utile controllare i vari servizi e fornitori e scegliere consapevolmente quello più in linea con le tue esigenze.

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