Come richiedere l’attivazione di una nuova fornitura del gas?

 Come richiedere l’attivazione di una nuova fornitura del gas?

Per richiedere l’attivazione di una nuova fornitura del gas è necessario rivolgersi a una delle società incaricate della vendita di materiale gassoso. A questa fase segue il contatto con la società di distribuzione, che in breve tempo provvede ad attivare la fornitura.

In questa guida illustreremo le varie fasi che portano all’attivazione della fornitura del gas, con particolare attenzione ad alcuni casi particolari, come la prima attivazione. Per ultimo, forniremo consigli su come scegliere le tariffe più convenienti per le utenze private e aziendali.

  • Le procedure richieste per l’attivazione del gas
  • I documenti necessari per l’attivazione
  • I documenti riservati alla prima attivazione
  • La verifica in caso di prima attivazione o modifica dell’impianto
  • Le tempistiche di attivazione
  • I costi dell’attivazione
  • Come scegliere le tariffe gas migliori per risparmiare

Le procedure richieste per l’attivazione del gas

Per richiedere l’attivazione di una nuova fornitura del gas, il primo passo è quello di contattare la società di vendita scelta. Sul mercato italiano, gli operatori autorizzati a proporre offerte sono numerosi, a partire da Eni, Enel, Sorgenia ed Edison.

Dopo il primo contatto, la società di vendita si impegna a rivolgersi entro due giorni al distributore. Quest’ultimo, dopo aver ottenuto i documenti necessari, e aver svolto le opportune verifiche sull’impianto, provvede all’attivazione della fornitura, entro e non oltre dieci giorni dal ricevimento della richiesta.

Vale la pena sottolineare l’importanza della fase di verifica da parte del distributore. Se la procedura rivela problemi di efficienza o funzionamento, l’utente è chiamato a far fronte alle spese per la loro risoluzione. Solo dopo aver riparato i malfunzionamenti sarà possibile inviare una seconda richiesta di attivazione, che seguirà l’iter illustrato in precedenza.

I documenti necessari per l’attivazione

L’attivazione di una fornitura di gas può procedere solo se l’utente fornisce tutti i documenti richiesti dalle società di vendita e distribuzione. Questi, allora, i riferimenti necessari per aprire il processo di attivazione:

  • Carta d’identità
  • Dati anagrafici
  • Recapiti telefonici e telematici
  • Codice IBAN (se si sceglie di avvalersi della domiciliazione bancaria)

Nel caso si provenga da un altro operatore, è necessario indicare inoltre il codice PDR, rintracciabile sulle bollette cartacee. Questa stringa, composta da 14 cifre, identifica in maniera univoca le utenze del gas, e non cambia neanche in caso di passaggio di fornitore.

I documenti riservati alla prima attivazione

Particolarmente interessante è il caso in cui ci si appresti ad attivare per la prima volta una fornitura di gas per un’abitazione. In questa circostanza, infatti, oltre ai documenti previsti nei casi tradizionali, l’utente è chiamato a presentare alcuni moduli che la società di vendita provvede a fornire.
Si tratta, nello specifico, dei modellini:

  • G/40: "Procedura con le indicazioni da seguire per ottenere l’attivazione" – si tratta del modulo che riepiloga le procedure che l’utente deve seguire per richiedere l’attivazione della fornitura;
  • H/40: "Conferma della richiesta di attivazione della fornitura di gas" – in questo modulo l’utente deve indicare i dati anagrafici relativi alla fornitura;
  • I/40: "Attestazione di corretta esecuzione dell'impianto" – tale modulo deve essere compilato da chi installa materialmente l’impianto;
  • A/12: “Attestazione di tenuta dell’impianto” – in questo modulo viene certificato il corretto funzionamento dell’impianto

I documenti descritti devono essere inviati al distributore entro 90 giorni dalla data di ricevimento della richiesta di attivazione. In caso contrario, la procedura di attivazione viene annullata.

La verifica in caso di prima attivazione o modifica dell’impianto

Nel caso si debba procedere con la prima attivazione, o si sia modificato l’impianto, la fornitura di gas può essere autorizzata solo dopo una verifica approfondita, chiamata prova di tenuta del gas.

La verifica può essere portata a termine solo da un tecnico installatore abilitato ai sensi della Legge n. 46/90. La prova, che prevede procedure precise, viene effettuata con l’obiettivo di garantire che non ci siano perdite nel circuito.

Dopo l’effettuazione della prova di tenuta, l’installatore deve compilare il già citato modulo A/12, e consegnarlo all’utente. In caso di esito positivo, la società di distribuzione può procedere con l’attivazione della fornitura.

In caso di risultato negativo, invece, il distributore non può procedere con l’attivazione, e deve inviare al cliente le motivazioni del mancato procedimento. L’utente, dopo aver risolto le problematiche evidenziate, può presentare una seconda richiesta di attivazione.

Le tempistiche di attivazione

In linea generale, una volta inviata la richiesta di attivazione alla società di vendita, l’intero iter di attivazione deve concludersi entro 12 giorni lavorativi.

Nel caso in cui l’attivazione non venga completata nel tempo stabilito per colpa del distributore, il cliente ha diritto a un indennizzo di € 35.

Viceversa, nell’eventualità in cui il distributore non disponga di tutti i documenti necessari, questo sarà chiamato a inviare una comunicazione scritta all’utente, invitandolo a segnalare le informazioni richieste. Prima di procedere con l’attivazione, infatti, il distributore deve avere la certezza che tutta la documentazione ricevuta sia compilata in maniera corretta, e che l’impianto risponda alle norme di sicurezza.

I costi dell’attivazione

Nel caso di prima attivazione della fornitura del gas, il fornitore addebita € 40 – il cosiddetto costo per l’accertamento – nel caso di impianti utilizzati a fini domestici. A questa cifra si aggiungono eventuali € 15, nel caso in cui non si siano potute effettuare le verifiche sull’impianto per cause attribuibili al cliente.

Questi gli altri costi previsti:

  • Oneri amministrativi pari a € 25,81
  • In caso di mercato a maggior tutela, è previsto un contributo di gestione di € 23; nel caso di mercato libero, la cifra varia a seconda del fornitore
  • Un deposito cauzionale di entità variabile (se richiesto)

Per ultimo, al cliente può essere addebitata l’imposta di bollo da € 16 da applicare sul contratto.

Come scegliere le tariffe gas migliori per risparmiare

Prima di iniziare l’iter per l’attivazione di una nuova fornitura del gas, è necessario scegliere la tariffa più adatta alle proprie esigenze. Per fare questo, è possibile affidarsi al servizio di confronto delle offerte gas di Segugio.it.

Basta indicare alcuni dati come la tipologia di utenza (privato o business), il comune di residenza, il consumo annuo in Smc e la tipologia di pagamento preferita. E per qualsiasi dubbio, è sufficiente sfruttare il nostro servizio di consulenza gratuita, disponibile online o al numero 800 999 555.


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