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Chi deve pagare il Canone Rai in bolletta?

Il Canone Rai è un’imposta dovuta da chi detiene, all’interno della propria abitazione, uno o più apparecchi utilizzabili per riprodurre programmi di radioaudizione. Il pagamento del Canone Rai annuale è obbligatorio dunque per chi detenga un televisore e sia titolare di un’utenza domestica per la fornitura di energia elettrica. Il costo annuo di 90 euro del Canone Rai viene accreditato nella bolletta luce.

Come si paga il canone Rai in bolletta

La Legge di Stabilità del 2016 ha decretato un cambiamento epocale riguardo alla riscossione del Canone Rai da parte dello Stato. In precedenza infatti l’imposta doveva essere versata attraverso il pagamento con bollettino da effettuare a inizio anno; la nuova norma ha stabilito invece che il Canone dovesse essere accreditato sulla bolletta dell’energia elettrica. La decisione, presa anche per evitare alti tassi percentuali di evasione, ha contribuito ad abbassare anche il valore dell’imposta, che fino al 2015 era di 113,50 euro.

In particolare la Legge recita che: “Devono pagare il canone RAI tutti coloro che possiedono, nel luogo della propria residenza, un apparecchio atto o adattabile alla ricezione delle trasmissioni televisive, ovvero qualsiasi apparecchio munito di sintonizzatore per la ricezione del segnale dall’antenna radiotelevisiva.”

È la stessa normativa a spiegare che il pagamento di 90 euro deve essere rateizzato da gennaio a ottobre, in modo da non andare ad incidere sull’economia delle famiglie in un’unica soluzione. Le modalità di accredito dell’intera somma dipendono quindi dal tipo di fatturazione stabilità dal proprio fornitore di energia elettrica. In particolare:

  • nel caso di fatturazione mensile il Canone verrà rateizzato in 10 rate da 9 euro ciascuna;
  • nel caso di fatturazione bimestrale il Canone verrà rateizzato in 5 rate da 18 euro ciascuna

I casi in cui è prevista l’esenzione del Canone Rai in bolletta

Per verificare se la propria utenza è definita “domestica” bisogna controllare la voce “Tipologia cliente” nella sezione “Contratto”. Nel caso lo sia, la dicitura corretta sarà “Domestico residente”.

È comunque importante sapere dell’esistenza di alcuni casi in cui è possibile richiedere l’esenzione dal pagamento del Canone Rai in bolletta. In particolare, l’esenzione può essere richiesta da:

  • cittadini con più di 75 anni e reddito sotto gli 8.000 euro;
  • diplomatici e militari stranieri;
  • cittadini residenti in un’abitazione al cui interno non sia disponibile un apparecchio televisivo

Nell’ultimo caso, per evitare l’addebito del Canone Rai sulla bolletta della luce, il cittadino è tenuto a presentare all’Agenzia delle Entrate, sotto la propria responsabilità, una dichiarazione sostitutiva in cui si dichiari il non possesso dell’apparecchio TV.

La dichiarazione ha validità per un anno e va presentata attraverso intermediari abilitati o direttamente dall’utente tramite il sito internet dell’Agenzia delle Entrate utilizzando le credenziali Fisconline o Entratel. Il modello di dichiarazione sostitutiva può essere inviato anche tramite raccomandata senza busta (insieme a un documento di riconoscimento) all’indirizzo: Agenzia delle entrate – Direzione Provinciale I di Torino – Ufficio Canone TV – Casella postale 22 - 10121 Torino.

La data di presentazione della dichiarazione influisce sul tipo di esenzione richiesta. Se l’invio avviene dal 1° febbraio al 30 giugno l’addebito sarà eliminato solo per il secondo semestre dello stesso anno. Per ottenere l’esenzione per l’intero anno sarà invece necessario inviare la dichiarazione dal 1° luglio al 31 gennaio dell’anno successivo.

Altre modalità di pagamento del Canone Rai

Per chi fosse interessato ad utilizzare il comparatore di offerte di Segugio.it riguardante i costi mensili dei diversi fornitori di energia elettrica, è importante sapere che questo non prende in considerazione il costo aggiuntivo del Canone Rai (che per quanto spiegato sopra può essere rateizzato in diversa maniera a seconda delle tipologie contrattuali di ogni fornitore).

In alcune situazioni particolari il Canone Rai non viene addebitato in bolletta, ma può essere saldato con diversi metodi di pagamento. È il caso ad esempio degli esercizi pubblici al cui interno siano presenti apparecchi atti a riprodurre programmi radio o tv; in questa eventualità i proprietari sono tenuti al versamento di un canone radio-tv speciale. La somma, pagata ancora con metodi tradizionali, è direttamente proporzionale al numero di apparecchi posseduti all’interno del locale e varia anche in base alla tipologia di attività svolta.

Ci sono poi altri casi in cui il Canone Rai non viene addebitato in bolletta e va pagato invece con un modulo F24. In particolare ciò avviene, come spiegato sul sito della Agenzia delle Entrate quando:

  • nessun componente della famiglia anagrafica è titolare del contratto elettrico di tipo domestico residenziale ma solo dell’abbonamento Tv;
  • l’erogazione di energia elettrica avviene nell'ambito delle reti non interconnesse con la rete di trasmissione nazionale.

È bene sapere inoltre che in caso di un nuovo abbonamento Tv, il Canone Rai è dovuto solo dal mese in cui ha avuto inizio.

Il rimborso del Canone Rai non dovuto in bolletta

Nel caso di un addebito non dovuto del Canone Rai in bolletta, il titolare del contratto di fornitura di energia elettrica, o i suoi eredi, possono richiedere il rimborso attraverso un apposito modulo disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate.

Ciò può verificarsi ad esempio nel caso del decesso di un utente a cui era intestata un’utenza elettrica e a cui è stato addebitato il costo dell’abbonamento anche successivamente alla sua scomparsa, sulla sua fattura elettrica o su quella di un erede. Per fare richiesta di rimborso, in questo caso, non è necessario appartenere alla stessa famiglia anagrafica del deceduto.

Ultimo aggiornamento aprile 2020

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