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Che cos’è il PESSE?

Aggiornato settembre 2020

 

Il PESSE (Piano di Emergenza per la Sicurezza del Sistema Elettrico) è progettato per prevenire o evitare blackout, nell’eventualità in cui si verifichi una carenza di elettricità nella rete nazionale. In caso di necessità, allora, seguendo le direttive del PESSE, è possibile ridurre selettivamente i prelievi di energia elettrica.

In questa guida approfondiremo perché è nato il PESSE, quali sono le sue procedure e chi sono gli utenti interessati dall’eventuale mancanza di corrente in caso di pericolo di blackout.

  • La filiera dell’energia e il ruolo del PESSE
  • Perché è stato progettato il PESSE
  • Come avviene il distacco della corrente
  • Le utenze interessate e gli eventuali indennizzi
  • La comunicazione del distacco della corrente
  • Come verificare se la propria utenza è interessata dal PESSE

La filiera dell’energia e il ruolo del PESSE

Conosciuto anche come Piano Salva Blackout, il PESSE prevede la sospensione dell’approvvigionamento di energia a determinate utenze. Lo stop alla fornitura segue un sistema di rotazione dei clienti, in modo da non colpire solo un determinato gruppo.

Per comprendere al meglio cosa sia davvero il PESSE, è necessario introdurre il concetto di filiera dell’energia. Questa include tutti i processi necessari al trasferimento della materia elettrica, dai generatori ai consumatori finali.

Tra le varie fasi della filiera, allora, vengono identificate:

  • Generazione dell’energia;
  • Vendita all’ingrosso;
  • Dispacciamento;
  • Distribuzione;
  • Vendita ai clienti

Il Piano di Emergenza per la Sicurezza del Sistema Elettrico interviene nei casi in cui la richiesta di energia elettrica superi l’effettiva disponibilità dell’offerta. Quando ciò accade, l’attività di dispacciamento dell’energia, relativa proprio al mantenimento dell’equilibrio tra domanda e offerta su scala nazionale, non può essere gestita in maniera efficace.

In queste circostanze interviene allora Terna, il gestore della rete di trasmissione italiana in alta tensione, che richiede ai distributori di attuare il PESSE. È a questo punto che i distributori (Unareti, Ireti, Inrete e altri) devono predisporre i distacchi delle utenze, seguendo un programma preciso.

Perché è stato progettato il PESSE

Il Piano di Emergenza per la Sicurezza del Sistema Elettrico viene messo in atto nel momento in cui la domanda di energia risulta superiore all’offerta. In questi casi, la carenza di elettricità potrebbe portare a blackout su larga scala, con conseguenze gravi per la sicurezza dell’intera popolazione.

Senza elettricità, ad esempio, si registrerebbero gravi malfunzionamenti sulla rete dei trasporti, ma anche nel sistema sanitario. Tutto il settore produttivo e professionale, inoltre, sarebbe in pericolo. Ecco perché si è reso necessario progettare un piano che consenta di far fronte alle situazioni di possibile difficoltà in maniera programmata e selettiva.

È soprattutto l’estate a essere il periodo più problematico per l’intera rete elettrica. In questo lasso di tempo, infatti, i consumi di energia subiscono un forte aumento, soprattutto per l’incremento dell’utilizzo di condizionatori d’aria, ventilatori e altri apparecchi per il raffreddamento.

Come avviene il distacco della corrente

In un’ottica di una totale adesione al PESSE, la maggior parte dei distributori comunica per tempo ai clienti la possibilità che, in un momento di domanda troppo elevata, la loro fornitura possa interrompersi. L’avviso viene inserito nelle bollette cartacee, assieme alle ultime norme relative proprio al PESSE. Molto spesso, la comunicazione avviene prima del periodo estivo, considerato il già citato aumento della domanda durante i mesi più caldi.

Nello specifico, gli utenti coinvolti possono essere privati della corrente per un massimo di tre turni giornalieri non consecutivi, della durata di 90 minuti. In principio, i turni venivano distribuiti su sei fasce orarie individuate da ARERA. Dal 2018, le fasce orarie sono salite a 9, relative sia al periodo estivo che invernale. Questi i dettagli:

  • Periodo estivo – da aprile a ottobre. 9 fasce da 90 minuti dalle 09:00 alle 22:30
  • Periodo invernale – da novembre a marzo. 9 fasce da 90 minuti dalle 07:40 alle 21:00

Vale la pena sottolineare, alla luce di questi dati, che il distacco della corrente non può avvenire durante le ore notturne.

Le utenze interessate e gli eventuali indennizzi

Il PESSE identifica in maniera precisa quali siano le utenze su cui è possibile intervenire nel caso di emergenza elettrica. In linea generale, allora, questi sono i profili interessati da un eventuale stop della fornitura:

  • Clienti domestici e non domestici alimentati in bassa, media o alta tensione
  • Imprese con linea dedicata in media tensione

Esistono poi soggetti che non vengono coinvolti dal Piano di Emergenza per la Sicurezza del Sistema Elettrico, come:

  • Ospedali
  • Utenze disalimentabili: si tratta di clienti che hanno certificato, tramite la produzione degli appositi documenti, l’utilizzo di apparecchi elettromedicali, secondo quanto stabilito dal bonus elettrico

Nel caso di situazione particolarmente grave, con pericolo di blackout imminente e su larga scala, anche queste utenze possono essere disalimentate. Il procedimento, però, prevede l’invio di una comunicazione personalizzata.

È necessario evidenziare, infine, che gli utenti interessati dalle operazioni del PESSE non hanno diritto a indennizzi. Se la sospensione dell’energia si protrae per un tempo maggiore a quello stabilito, prolungandosi per fasce orarie non previste, il cliente può richiedere un rimborso. In questi casi, è sufficiente affidarsi al proprio fornitore, che indirizzerà la comunicazione al distributore.

La comunicazione del distacco della corrente

Di norma, i distributori collaborano con le società di vendita per comunicare ai clienti finali le disposizioni del PESSE. Queste riguardano soprattutto le fasce orarie interessate dal possibile intervento (i cosiddetti turni di rischio), e i gruppi di distacco di appartenenza (ovvero l’insieme di utenze coinvolte da un singolo intervento).

Per comunicare, Terna utilizza diverse modalità:

  • Avvisi sulle bollette cartacee;
  • Numeri telefonici gratuiti (cosiddetti “numeri verdi”);
  • Comunicati da diffondere attraverso i vari mezzi di comunicazione;
  • Il proprio sito ufficiale

La stessa società che gestisce la rete elettrica nazionale deve notificare per tempo lo stato di preallerta ai distributori locali. Dopo questo passaggio, deve seguire la conferma o la revoca dello stato di emergenza. La comunicazione deve pervenire tra le 18:30 e le 19:00 del giorno successivo all’eventuale preallarme.

Come verificare se la propria utenza è interessata dal PESSE

Per verificare se la propria utenza può essere interessata dal PESSE, è possibile rifarsi ai siti internet dei vari distributori. Di seguito vengono riportati alcuni degli operatori più importanti, e la relativa area geografica di interesse:

Una volta raggiunto il sito del distributore, basterà inserire il codice POD nel campo selezionato per conoscere il gruppo di appartenenza e i turni di rischio in caso di attuazione del PESSE.

Infine, per comprendere quale sia il distributore di energia elettrica operante nella propria area, è sufficiente consultare il sito ufficiale ARERA. Inserendo i dati richiesti, si avrà modo di ottenere le informazioni desiderate.

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