Termovalvole, nuova proroga per i condomini non a norma?

18/09/2017

Termovalvole, nuova proroga per i condomini non a norma?

L’estate è agli sgoccioli e il calo delle temperature che interesserà alcune città nei prossimi giorni potrebbe già portare ad accendere i termosifoni.

Quest’anno molte famiglie dovranno fare i conti con l’obbligo di dotarsi dei sistemi di termoregolazione e contabilizzazione di calore, che dal primo luglio 2017 è in vigore a tutti gli effetti.

Ne abbiamo parlato qualche mese fa nella news "Obbligo valvole termostatiche: il termine ultimo è il 30 giugno", specificando che chi non si fosse adeguato avrebbe rischiato sanzioni pesanti.

Dunque la scadenza del termine porterà a breve una serie di controlli, con multe per chi non ha rispettato il montaggio dei dispositivi che potranno variare dai 500 ai 2500 euro per ogni unità immobiliare. Secondo il Movimento Difesa del Cittadino sarebbero molti gli edifici italiani non ancora in regola: da qui la richiesta dell’Associazione al Ministero dello Sviluppo Economico di approvare una nuova proroga.  

“Siamo ancora alle prese con le varie interpretazioni della norma”, spiega il Presidente del Movimento, Francesco Luongo, “e questo non potrà che portare al caos generalizzato. Anche perché le associazioni di categoria stimano che un 20-30% dei condomini italiani non abbiano ancora aggiornato il proprio impianto di riscaldamento. Magari l’assemblea condominiale ha approvato la delibera dei lavori, ma l’effettiva esecuzione è ancora da realizzare. E c’è chi paventa il rischio che, all’avvio della stagione invernale, siano proprio le ditte di manutenzione a chiedere la risoluzione dei contratti con i condomini fuori regola, rifiutando il ruolo di terzo responsabile, cioè di colui che, per conto della collettività dei condomini, risponde dell’impianto stesso davanti alla legge”.

L’obbligo di regolarizzare gli impianti spetta a tutti i condomini in possesso di riscaldamento centralizzato: la normativa da rispettare è il decreto di recepimento della direttiva 2012/27 dell’Unione Europea sull’efficienza energetica. La disposizione ha l’obiettivo principale di rispettare il Protocollo 20-20-20 che prevede entro il 2020 di ridurre del 20% le emissioni di gas serra, alzare al 20% la quota di energia ricavata da fonti rinnovabili e portare al 20% il risparmio energetico. Sono esentati dall’obbligo coloro che si trovano tecnicamente impossibilitati all’installazione dei congegni, o che non traggono un beneficio economico dal risparmio energetico. A giustificare l’esenzione sarà un’apposita relazione tecnica da parte di un tecnico abilitato. 

Per quanto riguarda la spesa per acquistare e montare i dispositivi (valvole e contabilizzatore), si aggira tra gli 80 e i 120 euro per ogni calorifero. L’ammontare può essere in parte ammortizzato dal bonus fiscale del 65%, una detrazione valida per coloro che le monteranno contemporaneamente alla sostituzione della vecchia caldaia. La percentuale scende al 50% se l’intervento si riduce ai soli dispositivi da applicare in ogni immobile.

Il nuovo sistema stravolgerà la ripartizione dei costi all’interno del condominio, visto che le spese di riscaldamento andranno suddivise tra le varie abitazioni in base alle letture dei contatori di calore. Tuttavia una minima parte della spesa dovrà ancora essere suddivisa secondo i millesimi di proprietà di ciascun condomino, a causa della compensazione dei costi comuni e delle dispersioni di calore dell’impianto.

Adeguarsi alla normativa significa anche avere un vantaggio economico, quindi una spesa minore sulla bolletta del gas. Ricordiamo che un altro modo di risparmiare è quello di confrontare le tariffe su Segugio.it, il comparatore che permette di individuare l’offerta più conveniente sul mercato per ridurre in maniera significativa la spesa per la fornitura del metano.

La maggior parte dei modelli di valvole hanno una temperatura che si imposta in base a dei numeri, che variano in un range da 0 a 5. Durante la stagione invernale è consigliabile regolare la temperatura in ogni stanza a circa 20 gradi, a cui corrisponde generalmente il posizionamento del regolatore sul valore 3. Secondo gli esperti, ogni grado in più rispetto a questa soglia potrà comportare un aumento dei consumi di circa il 7%.

A cura di: Paola Campanelli

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