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Approvazione del Consiglio di Stato del canone Rai in bolletta

11/05/2016

Approvazione del Consiglio di Stato del canone Rai in bollettaTorniamo a parlare di Canone Rai, dopo pochi dall'ultimo articolo di Segugio sulle novità e l'abbonamento speciale, perché si avvicina la data di arrivo della bolletta della luce del mese di luglio che conterrà la prima rata del pagamento del canone Rai, pari a 60 euro.

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Tornando al Canone, questa nuova modalità di pagamento dell’imposta televisiva dovrebbe evitare le evasioni. E finalmente è arrivata l’approvazione del Consiglio di Stato al decreto del Ministero dello Sviluppo Economico sul canone Rai, ora per terminare in tempo le procedure bisogna passare velocemente alla firma, alla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale e al controllo attento e rispettoso della privacy degli elenchi dei contribuenti che dovranno essere usati dalle diverse aziende elettriche per l’invio del pagamento della tassa.

Facciamo un breve riepilogo su ciò che è accaduto: a metà aprile, mentre i possessori di seconde case e coloro che non sono tenuti al pagamento si affrettavano a compilare il modello a disposizione sul sito dell’Agenzia delle Entrate per l’esonero del versamento del canone, l’organo giuridico ha espresso il suo parere negativo sul decreto del Mise. Il Consiglio di Stato ha criticato il decreto ministeriale che prevede il pagamento del canone nella bolletta formulando una serie di osservazioni e bloccandone l’attuazione. Diverse le motivazioni, da iter procedurali non rispettati a norme formulate in maniera poco chiara e addirittura a passaggi non trattati.

Per Palazzo Spada, il decreto scritto dal Ministero dello Sviluppo Economico era carente di una definizione chiara di apparecchio tv e della precisazione che il canone Rai deve essere pagato solo una volta dal nucleo familiare, indipendentemente dal numero di televisori presenti nell’abitazione. Inoltre riteneva necessario specificare che la tassa va pagata solo da chi possiede apparecchi in grado di ricevere il segnale digitale terrestre o satellitare direttamente o tramite decoder. Definendo il significato di apparecchio tv, si escludono dal pagamento i possessori dei diversi device: computer, smartphone e tablet con i quali è possibile vedere programmi televisivi. Poco comprensibili erano anche le definizioni degli utenti tenuti al pagamento della tassa e della dichiarazione da inviare all’Agenzia delle Entrate per chi invece non lo è.

Altro importante punto toccato dal Consiglio di Stato, che precedentemente non era trattato nel decreto, è la privacy: con la nuova procedura di addebito ci sarà un imponente scambio di dati sensibili fra Anagrafe tributaria, Autorità per l'energia elettrica, Acquirente unico, Ministero dell'interno, Comuni e società private e questo rende indispensabile una disposizione che espliciti che le procedure devono avvenire nel completo rispetto della normativa sulla riservatezza.

Per quanto riguarda la procedura istituzionale, il Ministero dell’Economia non aveva ufficialmente dato via libera al provvedimento del Ministero dello Sviluppo Economico attraverso il meccanismo del concerto, ma si era limitato a prenderne atto, in questo modo si rischiava di inficiare la correttezza formale dell'iter amministrativo.

Questi chiarimenti e una completa, adeguata e capillare informazione verso tutti i cittadini sono stati ritenuti indispensabili dal Consiglio di Stato per dare un parere favorevole. In una nota ufficiale il Consiglio aveva infatti affermato: abbiamo espresso un parere interlocutorio sullo schema di decreto del Ministero dello Sviluppo Economico sul canone Rai. Alcuni profili che richiedono un approfondimento da parte dell'amministrazione, quali l'individuazione di cosa si debba intendere per apparecchio televisivo, la cui detenzione comporta il pagamento del relativo canone di abbonamento, e il rispetto della normativa sulla privacy.

Nel giorni scorsi, il Ministero ha sostanzialmente accolto tutte le indicazioni precedentemente scritte dal Consiglio di Stato, completando l’atto e presentandolo così modificato sul proprio sito istituzionale.

Un unico punto evidenziato dal Consiglio di Stato non è stato inserito nel testo dal Ministero: la definizione di apparecchio tv. Però è stata fornita una chiara motivazione, sostenuta dal timore che ciò potesse comportare un eccesso di delega. Il Consiglio ha riscontrati in merito che: quanto comunicato dall’Amministrazione (...) risponde in ogni caso alle finalità di chiarezza informativa sottese al rilievo formulato.

Tutte le altre osservazioni, invece, sono state apportate completamente, con soddisfazione del Consiglio. Per dimostrare l’attenzione data alla privacy, i contribuenti riceveranno con la bolletta contenente il primo pagamento del canone un’informativa che spiegherà le modalità che saranno state seguite per assicurare il rispetto della legge.

Il sottosegretario al Mise, Antonello Giacomelli, ha ringraziato il Consiglio di Stato per il proficuo contributo fornito per raggiungere i migliori risultati con questo decreto e il Garante della Privacy con i suoi collaboratori per il supporto dato.

A cura di: Orsola Mallozzi

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