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Banda larga: facciamo il punto

11/04/2016

Banda larga: facciamo il punto

Segugio.it, a distanza di qualche mese, torna a parlare di banda larga dato che è notizia degli ultimi giorni il piano ambizioso del nostro governo di raggiungere il 75% degli italiani a una velocità di 100 Megabit nei prossimi tre anni. In effetti non ci sono molte alternative se si vuole mettere in pari il Paese rispetto al divario preoccupante con il resto d’Europa che già attualmente ha questa percentuale di copertura.

Ma la fibra è anche cultura e ci si chiede se gli italiani sono disposti a pagare per averla o se invece per alcuni di loro non sia un bene voluttuario al quale è possibile rinunciare.

È anche vero che gli operatori combattono la battaglia della concorrenza a suon di offerte e adesso il costo della fibra 30 Megabit è praticamente pari a quello dell’ADSL, mentre per i 100 Megabit basta aggiungere in media 5 euro, ma esiste anche una grossa fetta del nostro Paese dove gli operatori non vogliono investire ed è necessario utilizzare fondi dello Stato: 7.300 comuni per i quali si attende l’ok dell’Europa entro 60 giorni, che partiranno dal momento in cui sarà data comunicazione di come saranno usati quei fondi.

Attualmente la situazione dell’Italia è una copertura di fibra ottica pari al 50% circa della popolazione, con Tim operatore principale seguito da Fastweb. Si tratta per lo più di FTTC, fibra ottica che arriva fino agli armadi stradali, se si escludono realtà come Milano o Bologna e altre poche in Italia che dispongono nelle aree più strategiche della città di FTTH, fiber to the home, di gestione di Fastweb, Tim o Metroweb.

Due invece le direzioni in cui si sta muovendo il Governo. La prima è proprio quella delle cosiddette aree "a fallimento di mercato" per le quali un percorso strategico è tracciato con 3,5 milioni di euro già stanziati che porteranno alla costruzione di una rete in fibra ottica di proprietà pubblica. A questo fine il Governo ha stretto un accordo con le singole Regioni per disporre dei fondi in modo coordinato e aprire i bandi di gara futuri.

L’altra parte di intervento riguarda le cosiddette "aree ricche", protagoniste della corsa verso i 100 Megabit e dove i principali gestori telco sostengono di essere pronti a spendere nei prossimi quattro anni oltre 5 miliardi.

Ma l’affare su cui sono puntati tutti i riflettori è la nuova rete per le comunicazioni via Internet che vede la società di Enel – Enel Open Fiber – portare la banda ultralarga in 224 città del Paese: 32 milioni di contatori digitali che saranno sostituiti e diventeranno veicolo della fibra ottica a 1-2 Gigabit al secondo, mentre Enel offrirà a parità di condizioni a tutti gli operatori la possibilità di utilizzare le proprie apparecchiature. Una rete costruita sia dai privati (prima su tutti, Telecom Italia, ma anche Vodafone e Wind), sia dal pubblico e che porterà nella maggior parte delle case il collegamento ultraveloce alla fibra entro tre anni.

Altre importanti novità in tema di telecomunicazioni sono che la rete sarà sempre più pubblica, con una società appaltante – la Infratel – appartenente al ministero dello Sviluppo economico e disponibile per tutti gli operatori alle stesse condizioni. Inoltre, ci saranno incentivi per i cittadini a passare alla banda larga, mettendo a loro disposizione vaucher con sconti all’acquisto.

Ricordiamo che per valutare le migliori tariffe per abbonamenti con fibra ottica è possibile richiedere un preventivo su Segugio.it, nella sezione dedicata; se invece, per fare una scelta ancor più ragionata, si volesse scoprire la velocità effettiva della propria connessione internet, il "ministro del risparmio" mette a disposizione un test di velocità ADSL che permette di scoprire le velocità di download e di upload massime raggiungibili dalla propria linea telerfonica.

A cura di: Paola Campanelli

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