Canone Rai, meno evasione con l’addebito in bolletta

29/10/2015

Canone Rai, meno evasione con l’addebito in bolletta

La legge di stabilità 2016 continua a far discutere e in attesa di essere approvata anche al Senato, tiene banco con la novità del canone Rai inserito nella bolletta dell’energia elettrica.

Il provvedimento è stato voluto dal Governo con una doppia finalità, combattere il fenomeno dell’evasione dell’abbonamento televisivo, che riguarda quasi il 30% dei contribuenti, e conseguentemente recuperare fondi per la riduzione della pressione fiscale: si prevede che con il nuovo sistema di riscossione gli introiti della tassa salirebbero a 2,2 miliardi di euro contro gli 1,7 miliardi del 2015. 

Il pagamento sarà dovuto solo da coloro che sono in possesso di un televisore: diversamente da quanto sostenuto in un primo momento, non saranno interessati dal versamento i contribuenti che dispongono di altre tipologie di device (quali smartphone, pc o tablet) utilizzabili per guardare trasmissioni in streaming.

“Rimane l'impianto della normativa in vigore”, spiega il sottosegretario Antonello Giacomelli, “è il possesso di un televisore il requisito per il pagamento del canone. Nella norma abbiamo solo aggiunto una presunzione del possesso del televisore che è il contratto di fornitura elettrica”.

L’esecutivo conferma la riduzione del canone a 100 euro contro i 113,5 euro degli anni precedenti. È probabile l’ipotesi che l’ammontare dell'intera tassa sia versata in un’unica soluzione con la bolletta di giugno o di agosto 2016, ma non è esclusa la possibilità di una rateizzazione in due o tre quote rispettivamente di 50 o 33,34 euro.

Secondo quanto dichiarato dal premier Matteo Renzi nei prossimi anni il canone Rai potrebbe progressivamente diminuire grazie al maggior gettito, passando a 95 euro già dal 2017.

La voce in bolletta relativa all’ammontare dell’abbonamento sarà separata da quelle delle utenze, in modo che il cliente possa distinguere con precisione i due importi: il mancato versamento del primo non può portare al distacco della corrente.

Qualora le fatture elettriche si saldino direttamente su conto corrente bancario o postale, l’addebito sarà automaticamente esteso al pagamento del canone. 

La nuova modalità di riscossione non prevede nessuna sanatoria nei confronti di coloro che non hanno pagato la tassa negli anni passati, anche se è difficilmente comprovabile il possesso dell’apparecchio televisivo.

Il canone da versare sarà unico per ogni famiglia anagrafica, così come riportato dall'articolo 4 del Dpr 223/89, superando il problema delle utenze elettriche intestate a componenti diversi dello stesso nucleo, come spesso accade. Non è ancora chiaro se i fornitori di elettricità dovranno distinguere tra i diversi contratti o se spetterà al contribuente effettuare una comunicazione all’Agenzia delle Entrate: è quasi sicuro, invece, che dovrà essere lo stesso cittadino a informare l’ente nel caso in cui non sia in possesso di un televisore. Tuttavia, le regole operative saranno stabilite tramite un decreto ministeriale entro 45 giorni dall’approvazione della legge di stabilità che dovrà anche precisare le modalità per il riversamento del canone all’Erario da parte dei gestori elettrici.

A cura di: Paola Campanelli

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