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Risparmiare energia con le caldaie a condensazione

07/10/2015

Risparmiare energia con le caldaie a condensazione

È entrata in vigore il 26 settembre la normativa “Ecodesign”, che prevede l’obbligo per l’Italia e tutti i Paesi dell’Ue di produrre caldaie che siano solo di ultima generazione, a condensazione o apparecchi ibridi. Pertanto, le caldaie convenzionali a camera stagna non potranno più essere immesse sul mercato.

La caldaia a condensazione recupera il calore dei gas di scarico per rimetterlo in circolazione, ciò che consentirebbe secondo la Commissione Energia di Confindustria un risparmio di 4,9 milioni di tonnellate di petrolio nel periodo stimato dal 2010 al 2020.

Ricondotta a un appartamento, l’installazione di un dispositivo a condensazione è un investimento importante dal punto di vista economico perché costa fino al doppio di una caldaia di vecchia generazione, ma il risparmio energetico si aggira intorno al 20%. Se poi si investe qualche soldo in più installando un sistema di centralina climatica che permette di variare la temperatura di mandata dell’acqua in funzione di quella esterna, il risparmio può arrivare a superare il 30%.

Il paradosso tutto italiano è che il nostro Paese è uno dei maggiori produttori di caldaie a condensazione, ma delle 850 mila caldaie vendute nell’ultimo anno solo il 30% è di ultima generazione. Il Regno Unito, con il 90% di impianti installati, è il paese europeo dove la sensibilità al risparmio energetico e alla salvaguardia dell’ambiente sono più alte, seguito dalla Germania, dalla Francia e dall’Olanda. Una apparente contraddizione, se si pensa che nel Regno Unito non si producono caldaie a condensazione.

Installare una caldaia a condensazione conviene in special modo se si vive in un appartamento di una metratura elevata, dai 100 metri quadri in su, perché maggiori saranno tendenzialmente le pareti esterne di scarico e minore sarà in proporzione la spesa per il riscaldamento e l’acqua calda sanitaria.

Senza dimenticare che la spesa rientra tra quelle detraibili al 50% o 65% grazie al bonus fiscale a seconda che si tratti di ristrutturazione o lavoro di efficientamento energetico, e consente di rientrare della spesa nel termine di 4 o 5 anni. La detrazione secondo queste percentuali è però possibile fino alla fine di quest’anno, temine entro il quale la legge di Stabilità ha protratto il beneficio.

Il tempo necessario a installare una caldaia a condensazione può variare da un giorno, nel caso in cui si sfrutti la canna fumaria esistente, fino a tre giorni nel caso in cui sia necessario rifare la canna e intervenire sulla centrale termica.

Il 26 settembre ha segnato anche l’obbligo dell’etichettatura energetica per i sistemi di riscaldamento e acqua calda sanitaria di taglia domestica, così come in passato è avvenuto per gli elettrodomestici. L’obiettivo è fornire al consumatore finale dati veritieri e comparabili al fine di guidare la scelta verso prodotti ad alta efficienza. L’etichetta, a cura del produttore, dovrà indicare in maniera chiara la prestazione energetica degli apparecchi secondo una scala crescente da A++ a G, mentre l’etichetta di sistema fornirà informazioni sui consumi dell’impianto di riscaldamento secondo una scala da A a G e sarà onere dell’installatore nel caso sia quest’ultimo a comporre il sistema.

La stessa legge ha introdotto inoltre nuovi limiti sui requisiti prestazionali minimi dei prodotti, riguardo alla quantità delle emissioni, all’efficienza energetica stagionale, alla potenza sonora.

A cura di: Paola Campanelli

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