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Vita da social: così la Polizia combatte pedofilia e bullismo

Pubblicato il 18/01/2015

Aggiornato il 18/02/2015

Pedofilia e bullismo si combattono in Rete. Questo il progetto della Polizia di Stato e del Ministero dell’Istruzione che, per il secondo anno di fila, propongono la campagna educativa itinerante sulla prevenzione dei pericoli e delle insidie del web.

“Vita da social” è una campagna fortemente seguita dalle nuove generazioni, che già nella prima edizione aveva raccolto grandi consensi: più di  100.000 studenti incontrati nelle piazze e 400.000 nelle scuole, 15.000 genitori, 8.000 insegnanti per un totale di 1.800 Istituti scolastici, 9.000 km percorsi e 42 città coinvolte sul territorio. In più, oltre 400.000 visualizzazioni settimanali sulla pagina Facebook dedicata alla sicurezza online e al cyberbullismo. 

Al fianco delle istituzioni, grandi aziende del settore come Facebook, Italiaonline, Libero.it e Virgilio.it, Fastweb, FireEye, Google, H3G, Microsoft, Telecom Italia, Twitter, Norton by Symantec, Skuola.net, Vodafone, ind, Youtube, Scania, Continental, ItalWork.

L’evento sarà seguito anche dall’emittente RDS, come radio ufficiale dell'evento: obiettivo è la riduzione dei gravissimi episodi di cronaca recenti, quali il suicidio di adolescenti per cyberbullismo e prevaricazioni connesse ad un uso distorto delle tecnologie.

Gli operatori della Polizia Postale e delle aziende attraverseranno l’Italia con un truck allestito con un'aula didattica, dove si svolgeranno incontri con studenti, genitori e insegnanti sui temi della sicurezza online, utilizzando esempi e comunicazione diretti ma adatti a tutte le fasce d’età.

Novità di questa edizione la rappresentazione teatrale di "Like - Storie di vita online" di Luca Pagliari in collaborazione con Baci Perugina: sul palco Andrea, vittima di bullismo, balzato alle cronache come il ragazzo dai pantaloni rosa. 

Il fenomeno del cyberbullismo sta diventando una vera e propria piaga della nostra società: secondo una recente ricerca di Skuola.net che ha preso come campione circa 10.000 studenti di scuole medie e superiori, gli studenti ritengono i social una componente fondamentale delle relazioni sociali. 

Sempre secondo la ricerca, i ragazzi utilizzano i social per informarsi sia sulle notizie (59%) restare in contatto con amici e conoscenti (51%) ma anche sostituire per ragioni economiche telefonate ed e sms (44%). Quasi l'85% degli studenti fa parte di un gruppo su WhatsApp, spesso utilizzato per scambiarsi informazioni sullo studio.

Colpisce il fatto che 9 ragazzi su 10 possiedano uno smartphone con accesso internet in mobilità. Di fronte a questi dati, solo la consapevolezza e la prevenzione possono mitigare insidie nascoste ma sempre presenti, come appunto quelle che si possono celare dietro i social network e, più in generale, il web.

A cura di: Alessia De Falco
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