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All’epoca di Internet l’eredità è virtuale

Pubblicato il 22/01/2015

Come gestire il patrimonio virtuale dei nostri cari defunti? Alla domanda, pertinente con la questione eredità all’epoca di Internet, risponderà presto un protocollo italiano in fase di studio. L’obiettivo è definire legalmente le modalità di gestione delle eredità virtuali, ovvero il patrimonio  di dati on line personali che oggi costituiscono parte integrante della successione agli eredi: dagli investimenti agli archivi digitali, locali o su cloud, dai profili social ai blog. Beni non tangibili che tuttavia non rappresentano solo un valore affettivo, ma anche economico.

Finora il destino dell’eredità virtuale è rimasto incerto, anche a causa della carenza di disposizioni normative in materia, sia in Italia che all’estero. Lo sforzo del legislatore è ora volto a fornire ai cittadini strumenti per gestire i propri dati personali anche in ottica di trasferimento agli erediti in un futuro si spera non prossimo.

Secondo un sondaggio condotto da McAfee al luglio 2014, in tutto il mondo il valore medio dei beni virtuali archiviati su dispositivi digitali si aggira intorno a 35.000 dollari. Costituiscono questo patrimonio foto e video, con un valore di 17,065 dollari, informazioni sanitarie e finanziarie con un valore di 6.400 dollari, informazioni professionali con un valore di 4.381 dollari, informazioni riguardanti progetti e hobby con un valore di 3.318 dollari, comunicazioni personali con 2.147 dollari e file ludici/di intrattenimento con un valore di 1.721 dollari. 

Il tema si ricollega al rischio di furto on line che, secondo il sondaggio, riguarda il 72% degli utenti intervistati. Va segnalato inoltre che il 55% del campione memorizza contenuti digitali su dispositivi impossibili da riprodurre o riacquistare e il 31% è a rischio furto o perdita del dispositivo.

Recentemente Milano ha ospitato, proprio su questa tematica, il convegno “Identità ed eredità digitali. Stato dell’arte e possibili soluzioni al servizio del cittadino”, organizzato dal Center on International Markets, Money and Regulation dell’Università commerciale Luigi Bocconi, con il Consiglio Nazionale del Notariato. Tra i partecipanti Stefano Rodotà, coordinatore della commissione per il "Bill of rights" di Internet, Tom Smedinghoff, chair of the American Bar Association Identity Management Legal Task Force, e Alessandra Poggiani, direttore Agenzia per l’Italia digitale.

L’evento milanese è  il primo risultato della sinergia tra le diverse parti coinvolte nella materia per la soluzione dei temi identità ed eredità digitale. Il Notariato italiano si è focalizzato sul tema dell'eredità digitale dal 2007, pubblicando uno studio per definire un quadro operativo sul tema e facendosi promotore di un manifesto diffuso su medialaws.eu

Per quanto concerne l’identità, si tratta di una tematica ancor più delicata dell’eredità virtuale. Tra le molteplici iniziative di cui si è discusso in occasione del convegno è in fase di studio una campagna di sensibilizzazione sull’utilizzo consapevole dei propri account e delle informazioni che essi custodiscono.

A cura di: Alessia De Falco
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