Solo banda ultralarga entro il 2020

10/02/2015

Solo banda ultralarga entro il 2020

Il grave ritardo dell’Italia sull’Agenda Digitale europea potrebbe essere presto recuperato. Lo preannuncia una recente manovra messa in atto dal nostro Governo per provare a ribaltare completamente la situazione di arretratezza digitale che ha fatto scivolare il nostro Paese agli ultimi posti in Europa: la copertura della banda larga classica funziona male o non funziona e ancora milioni di cittadini sono tagliati fuori dall’accesso alla rete wi-fi.

Si tratta di un nutrito documento inviato a Bruxelles che nei prossimi giorni il Governo renderà noto sul suo sito ufficiale: l’oggetto è il Piano Nazionale sulla banda ultralarga, la promessa è quella di saltare la banda larga per approdare direttamente entro il 2020 a una connettività al 100% di banda ultra larga, raggiungendo l’85% della popolazione di utenti con la rete a 100 Megabit e il restante 15% a 30 Megabit. Per partire con l’attuazione, occorrerà in via preliminare il via libera di Bruxelles e dovrà essere coerente con le norme europee in materia di aiuti di stato.

L’investimento previsto è di 6,189 miliardi di euro per mano pubblica entro il 2020, ai quali si aggiungono 2 miliardi richiesti agli operatori del settore: fondi FESR (Fondi Europei di Sviluppo Regionale) e FEASR (Fondi Europei agricoli per lo Sviluppo Rurale) a fondo perduto per una cifra intorno ai 2 miliardi, più 4 miliardi di euro di Fondi FSC (Fondi per lo Sviluppo e la Coesione) che saranno anticipati tramite la Banca Europea per gli Investimenti. L’obiettivo è rendere la banda ultralarga l’infrastruttura portante dell’intero sistema economico e sociale.

Il Piano Nazionale si inserisce in un più complesso documento – la Strategia Italiana banda larga - che prevede piani ancora più ambiziosi: la trasparenza e lo snellimento delle procedure autorizzative per le installazioni, il minimo impatto ambientale, la riduzione dei costi di implementazione. Ma anche ulteriori disposizioni per la posa della fibra ottica e della banda ultralarga, il precablaggio verticale per tutte le ristrutturazioni o le nuove costruzioni, il catasto Sotto e Sopra Suolo per sfruttare appieno le infrastrutture esistenti e garantire la massima efficienza e trasparenza.

Il coordinamento dei lavori per la messa in pari del nostro Paese agli obiettivi dell’Agenda Digitale Europea sarà di competenza della Presidenza del Consiglio tramite il Comitato per la diffusione della banda larga, mentre si abbandona l’idea iniziale di conferire autonomia in tema di decisioni alle Regioni. Spetterà all’Authority il compito di definire nuove regole in grado di remunerare e incentivare gli investimenti straordinari che gli operatori dovranno affrontare.

L’esempio di realtà virtuose come l’Estonia, il cui territorio è completamente coperto dalla rete wi-fi, pubblica e gratuita, è ancora un miraggio, ma la strada intrapresa sembra quella giusta.

A cura di: Paola Campanelli

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